L'Aquila-Terni in treno: un'odissea fatta di vetri oscurati e motore rumoroso

Un lettore del Centro e sindacalista racconta: "Altro che paesaggi mozzafiato: per fortuna non soffro di claustrofobia"
L'AQUILA. Altro che vedute mozzafiato: è consigliabile evitare di viaggiare sul treno L'Aquila-Terni se si è claustrofobici. Questo l'invito di un lettore del Centro (e sindacalista) che ha inviato una lettera per segnalare la bruttezza del vettore e "l'oscuramento" dei finestrini del treno regionale che collega via montagna l'Abruzzo all'Umbria. "Mi avevano raccontato di una vista mozzafiato qualora avessi optato per un viaggio in treno. A dire la verità davo per scontato che così fosse visti gli splendidi scorci paesaggistici che l'Abruzzo sa offrire. Decido quindi che da Sulmona, per recarmi a Foligno, avrei intrapreso la via del treno", racconta Mauro Nardella, sindacalista della Uil pubblica amministrazione.
"Parto regolarmente con una littorina di quelle di ultima generazione comoda e pulita. Cominciavo a pensare di aver fatto veramente una bella scelta. La mia gioia, tuttavia, durava lo spazio di un'ora. Giusto il tempo per arrivare a L'Aquila. Mi reco al bar per un caffè e un cornetto per poi e indirizzarmi verso la piattaforma ove avrei preso il treno per Terni. Mi giro intorno ma non vedo treni dello stesso livello dello "Swing" (questo è il nome dato al treno di ultima generazione). Guardo, cerco, ma l'unico vettore in moto e posizionato sul binario da dove sarebbe partito quello che seguiva la mia destinazione non era lo Swing. Quello che notavo non avrei mai pensato potesse essere autorizzato a levarsi in moto. Rumoroso e completamente mascherato da bruttissimi disegni (opera evidentemente di writers), non avrei mai pensato e voluto fosse quello deputato a portarmi nella città umbra. Mi sono chiesto tra me e me...ma vuoi vedere che...? Non finii neanche di domandarmelo ed ecco che lo speaker lo annunciava quale vettore in partenza per Terni. Mi feci coraggio. Trattenni il respiro. Mi dicevo tieni duro Mauro....passerà! Effettivamente, dopo due ore di rumori di motori diesel, tutto è passato, ma del paesaggio splendido che avrebbe accompagnato i miei occhi e che caratterizza il tratto che collega le due città umbro/abruzzesi l'ho potuto solo immaginare. Tuttavia,malgrado tutto, mi sono sentito fortunato: non sono claustrofobico!".


