L'Aquila, terremoto: arrivano i primi risarcimenti agli orfani

7 Giugno 2017

L'accordo, come stabilito dalla Cassazione nel processo Grandi rischi, raggiunto in tre casi. Le somme partono da un minimo di 450.000 a un massimo di 560.000 euro

L'AQUILA. Al via le prime transazioni per gli aquilani rimasti orfani nel sisma del 2009. L'Avvocatura dello Stato e i familiari delle vittime del sisma hanno infatti firmato i primi documenti per il pagamento dei risarcimenti, così come stabilito dalla sentenza della Cassazione nel processo alla commissione dei Grandi rischi. I tre casi sono molto simili, ovvero di figli che hanno perso entrambi i genitori. Le somme partono da un minimo di 450 mila euro e arrivano a un massimo di 560 mila euro. L'importanza dell'atto è duplice: intanto costituisce la prima erogazione di un risarcimento verso gli aventi diritto individuati dalla sentenza passata in giudicato; poi fornisce una misura del risarcibile laddove è stato riconosciuto un nesso di causalità tra i messaggi rassicuranti degli scienziati e il cambio di comportamento che ha provocato il decesso. Va però ricordato che l'unico condannato della commissione Grandi rischi è stato Bernardo De Bernardinis, riconosciuto responsabile della morte di 13 persone sulle 29 totali. I parametri per cui si è arrivati alla definizione della somma partono dalla cosiddetta tabella di Milano (una specie di tariffario sulle liquidazioni dei danni non patrimoniali stabiliti dal Tribunale meneghino), ma sono stati poi adattati alle vicende attraverso un lavoro molto minuzioso portato avanti dall'Avvocato distrettuale dello Stato, Filippo Patella, e dal suo ufficio. Si tratta, sommariamente, dell'età della vittima, quella della parte civile, l'entità del danno, l'eventuale convivenza. Parametri su cui, si è trovato l'accordo con le controparti. Per questo caso, ovvero un singolo erede che ha perso entrambi i genitori, si va come detto da 450 mila euro a 560 mila. A questi primi tre atti transattivi, che determinano la chiusura delle rispettive posizioni, seguiranno nei prossimi giorni altri accordi. Sono già stati fissati i relativi appuntamenti con le famiglie delle vittime. La Cassazione non aveva detto nulla riguardo le somme, fissando semplicemente il diritto al risarcimento del danno e demandando la definizione a successivi accordi tra le parti. Le cifre in erogazione comprendono, ovviamente, anche le provvisionali già versate.  Il caso, come è evidente, è del tutto distinto da quello delle provvisionali, che aveva generato polemiche nei mesi scorsi. Lo Stato andrà avanti nel chiedere indietro le somme erogate a chi, in base alla sentenza della Cassazione, non ne ha più diritto perché per la rispettiva posizione non sono state ravvisate responsabilità. Lo stesso avvocato Patella, in una conferenza stampa, aveva aperto però alla possibilità di una restituzione rateale, ma alcuni avvocati hanno annunciato battaglia.