«L’Aquila, ti vorrei così...» A spasso nei luoghi dei ragazzi

Da Piazza Chiarino alle nicchiette di San Bernardino, quattro passi tra cantieri e zone buie L’auspicio dei giovani: «Non solo movida, la città deve tornare fruibile anche di giorno»
L’AQUILA. A quasi 9 anni dal terremoto, L’Aquila manifesta graduali segni di ripresa soprattutto riguardo alla riappropriazione, da parte dei giovani, di spazi in cui riunirsi nel tempo libero.
È chiaro che il sisma ha colpito e distrutto soprattutto il cuore del centro storico, che purtroppo è ancora inagibile e fermo, rendendo difficile la frequentazione delle zone che prima del sisma erano considerate il fulcro della “movida” cittadina. Bisogna infatti pensare alla componente giovanile come uno dei fattori determinanti per la rinascita della città, e se consideriamo il passato possiamo affermare che la situazione si è evoluta e sia tuttora in via di miglioramento.
Volgendo lo sguardo a qualche anno fa, l’invivibilità del centro storico rendeva la sua frequentazione impossibile e i giovani erano costretti a radunarsi all’interno di centri commerciali periferici. «Ricordo che anni fa mi ritrovavo con gli amici nei centri commerciali o nelle zone periferiche mentre avrei preferito fare passeggiate per il corso o nei numerosi spazi verdi presenti nel centro della nostra città», dice Sara Polichetti. «Mi spostavo spesso nelle città limitrofe con la mia famiglia per vivere in città “normali” e frequentare centri storici».
Sembra, ad oggi, una realtà parecchio lontana: i ragazzi sono tornati a vivere la loro giovinezza nel cuore della città, seppur ancora con tanti limiti e difficoltà. A questo punto la domanda sorge spontanea: quali sono, oggi, i luoghi maggiormente frequentati dai ragazzi? Per quanto riguarda liceali e universitari, piazza Chiarino è sicuramente la zona più viva e movimentata, animata dalle numerose enoteche, birrerie e pub, la maggioranza dei quali di recente apertura. Gli studenti più piccoli, invece, si concentrano sotto i portici e nelle nicchie della scalinata di San Bernardino, zona nella quale i locali sono quasi assenti. Questi sono i luoghi più affollati e vitali, soprattutto dal giovedì al sabato sera.
I giovani sono coloro che vivono maggiormente il centro storico e dunque sperano in futuro migliore e ricco di opportunità. Molti, infatti, sono gli eventi organizzati da associazioni di giovani nei locali da loro gestiti. «Io e il mio gruppo di amici siamo soliti ritrovarci in centro soprattutto a piazza Chiarino dove spesso facciamo aperitivi e cene», afferma Sara Gragnoli. «Riconosco che la situazione è ancora precaria, ma solo iniziando a vivere nuovamente il centro possiamo aspirare, e collaborare, al ripopolamento vero e proprio del centro storico. Tuttavia, rispetto alla situazione drammatica di qualche anno fa adesso siamo già a buon punto».
Il rischio, considerando la natura di questi locali, è che la loro eccessiva quantità alla lunga allontani e annoi i giovani anziché attirarli, e limiti la loro affluenza esclusivamente all’uscita serale. Nel resto della settimana e durante la giornata il centro storico è definito un cantiere a cielo aperto ed è frequentato principalmente per necessità. I ragazzi preferirebbero vivere il centro durante tutta la settimana, come testimonia Sofia Giamberardini. «Abitando in centro preferirei avere a pochi passi da casa negozi e attività commerciali, in modo da non dovere sempre spostarmi in auto verso zone periferiche per fare acquisti e per riempire il mio tempo libero». Nonostante i notevoli progressi, il sogno di passeggiare lungo un corso brulicante di negozi e persone rimane ancora lontano, perciò è importante incoraggiare le iniziative dei giovani in questi spazi e non rassegnarsi all’idea che il vecchio centro storico sia andato perduto.
Tuttavia è notevole e apprezzabile la speranza dei giovani che cercano in tutti i modi di vivere la città e il centro storico riportando un po’ di normalità con varie iniziative e con la semplice frequentazione degli spazi già riaperti.
Si spera che la ricostruzione e il ripopolamento della zona centrale dell’Aquila non vadano ancora per le lunghe e che si ricominci al più presto a respirare un’aria di normalità, per garantire alla città il prestigio di cui ha sempre goduto.
Anna Miconi
Giulia Frasca
Martina Santarelli
Giorgia Cetra
Flavia Bottacchiari
Angelica Marrelli
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