L’Archeoclub: l’area valorizzata offrirà eleganza e modernità

Il presidente Irti: «Non deludere le aspettative dei cittadini La giustificazione del sacrificio economico non è plausibile»
AVEZZANO. Il presidente dell’Archeoclub Marsica, l’avvocato Umberto Irti, mostra un cauto ottimismo dopo che il Comune ha aperto uno spiraglio per risolvere il caso dell’ex ferrovia dello zuccherificio. «Sembra che il Comune voglia finalmente affrontare e risolvere il problema», afferma Irti, «questi i segnali, invero deboli e generici, che mi giungono dal palazzo di città. V’è solo da sperare che tutto vada a buon fine e in tempi rapidi, per non deludere le legittime aspettative dei cittadini. Scelta doverosa quella che grava sul Comune, perché imposta da insuperabili ragioni di carattere storico, urbanistico e ambientale».
Il presidente dell’Archeclub evidenzia l’importanza storica del tracciato, come già fatto in precedenti occasioni.
La fabbrica dello zucchero era collegata tramite raccordo ferroviario con la stazione di Avezzano. I treni trasportavano i prodotti allo scalo merci di Roma San Lorenzo e al porto di Napoli.
«Alla linea ferroviaria è legata innanzitutto la memoria storica di un momento epocale della economia fucense, che, nel volgere di pochi anni, passò dalla quella grama della pesca a quella agricola e poi ancora alla pioneristica produzione industriale dello zucchero nel primo Novecento», osserva l’avvocato Irti, «quanto basta, insomma, per giustificare una seria e mirata volontà politica, volta ad acquisire almeno la proprietà del tracciato dopo aver perduto negligentemente quella dello stabilimento, raro esempio di archeologia industriale, per il quale si preannunciano solo preoccupanti destinazioni. Lo stesso tracciato, inoltre, si snoda nel centro della città e costituisce una spina dorsale pregiata, capace di offrire un tocco di eleganza e di modernità se convenientemente sfruttata. Non è difficile immaginare quanto decoro se ne potrebbe trarre da un lungo e sinuoso viale alberato, dotato di panchine e lampioni, affiancato da una pista ciclabile. Un percorso, insomma, all’insegna del decoro e della salute, in sostituzione di quello attuale, ricettacolo di rifiuti di ogni genere. Senza poi escludere, come pure mi è stato segnalato, la possibilità di un collegamento con la pista ciclabile già in uso nella zona nord della città. Perché tutto questo avvenga non vi sono giustificazioni plausibili, tanto meno quella del sacrificio economico da affrontare, più che abbordabile se gestito nell’ambito di una trattativa concreta e responsabile. Restiamo tutti in fiduciosa attesa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

