L’arrivo di D’Alfonso fa gridare allo scandalo

31 Maggio 2015

Castel di Sangro, circola un sms su un incontro alla vigilia del voto Fioritto al prefetto: «Silenzio violato». Caruso: «Il presidente qui per un caffè»

CASTEL DI SANGRO. Vigilia di voto e di veleni a Castel di Sangro. Ieri, giorno del canonico silenzio elettorale prima dell’avvio delle operazioni nei seggi (previste per oggi dalle 7 alle 23), a sorpresa è arrivato nella cittadina dell’Alto Sangro il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. La polemica è nata da un messaggio telefonico partito nel pomeriggio e che ha chiamato a raccolta nella “sede di via Porta Napoli” i sostenitori del candidato sindaco Angelo Caruso, vicesindaco uscente.

Tanto è bastato per provocare la dura reazione dell’altro candidato alla carica di sindaco, Alfredo Fioritto, che in serata ha presentato un esposto alla prefettura dell’Aquila per la «grave violazione».

«Nella giornata di silenzio elettorale la lista di centrodestra Continuità per il progresso del candidato sindaco Angelo Caruso» è quanto riportato in una nota diffusa da Progetto Comune, compagine a sostegno di Fioritto «invita e sorprendentemente riceve la visita del presidente Luciano D’Alfonso che viene a parlare di un investimento di 17 milioni di euro. A fronte della sollevazione dei cittadini il presidente risale in macchina. Il tutto è stato segnalato con un esposto alla prefettura dell’Aquila».

Smorza i toni Caruso, che smentisce l’organizzazione di una manifestazione pubblica con D’Alfonso e parla di uno «spiacevole equivoco».

«Il presidente D’Alfonso, passando vicino a Castel di Sangro», chiarisce Angelo Caruso, «ha pensato di prendere un caffè con alcuni vecchi amici in un bar del centro storico. Il tempo di scambiare qualche breve battuta ed è andato via. Mi sembra eccessivo il clamore: sono fantasiose le accuse».

Il presidente D’Alfonso, interpellato in serata dal Centro, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Massimiliano Lavillotti

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