«L’asilo occupato resti centro d’aggregazione»
L’AQUILA. «Lunedì scorso il Comune ha promosso un incontro coi giovani per discutere dei fondi Meloni e dell’Asilo Occupato. Tra gli invitati i giovani di Forza Silvio, Pd-Pdl, Azione Universitaria...
L’AQUILA. «Lunedì scorso il Comune ha promosso un incontro coi giovani per discutere dei fondi Meloni e dell’Asilo Occupato. Tra gli invitati i giovani di Forza Silvio, Pd-Pdl, Azione Universitaria e molte altre realtà comparse improvvisamente in città, men che noi dell’Asilo occupato che abbiamo comunque partecipato all’incontro che si è rivelato il tipico teatrino di finta partecipazione». A parlare sono le persone che si ritrovano nell’esperienza dell’Asilo Occupato, i quali segnalano «che solo pochi giorni prima – dal 23 al 25 ottobre – si era tenuto il Festival culturale L’Aquila città aperta, in cui l’Asilo ha inaugurato pubblicamente le attività del nuovo anno. Sindaco e assessori non si sono presentati ignorando persino l’assemblea cittadina di sabato in cui si è discusso, questa volta in trasparenza, del futuro dell’Asilo e dell’importanza degli spazi sociali all’Aquila nel post-sisma. Da anni infatti c’è chi si batte per animare l’Asilo restituendo alla città uno spazio in centro che sarebbe altrimenti abbandonato ed è triste vedere l’amministrazione rincorrere giovani che non hanno mai fatto nulla per questo spazio e per questa città a parte scrivere sterili comunicati di partito e criticare il lavoro altrui. L’amministrazione deve dire in maniera chiara qual è la sua intenzione sull’Asilo. I fondi Meloni che si vogliono utilizzare per riqualificare l’edificio sono destinati infatti alla realizzazione di un villaggio della gioventù e vanno spesi unicamente per realizzare un centro d’aggregazione, sulla scia delle attività che già sono dentro l’asilo, come confermato anche dall’assessore Emanuela Di Giovanbattista. È allucinante pensare che dopo non aver mai fatto nulla per creare centri di aggregazione in città, ora – con fondi destinati proprio a quello – la giunta decida di fare altro».
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