L’Asl: potenziamo i centri per vaccinazioni di massa

Il piano. Ne aprirà uno entro aprile a Pescina, una tensostruttura a Tagliacozzo Pompei: «Recuperare altro personale sanitario, il ruolo chiave è dei farmacisti»
AVEZZANO. «L’ipotesi è aprire un punto vaccinale a Pescina e partire da aprile, con una campagna di massa dopo aver concluso le categorie fragili, ma tutto dipenderà dalla fornitura delle dosi». Lo dichiara al Centro il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl, Domenico Pompei.
«A Pescina abbiamo già visionato un paio di ipotesi», prosegue Pompei, «l’ex distretto sanitario ci è sembrata la sede più valida, ma occorre verificare i tempi per il ripristino delle utenze e per rendere i locali idonei all’uso, visto che è chiuso da diverso tempo. Stiamo prendendo in considerazione anche una tensostruttura della Protezione civile a Tagliacozzo, personalmente andrò a visitarla nei prossimi giorni. Mentre il sindaco di Avezzano ha messo a disposizione una palestra in via Napoli. Per le zone più scomode è allo studio anche un team mobile nei Comuni».
Al momento l’unico polo vaccinale della Marsica si trova alla palestra dei stadio dei Pini di Avezzano dove dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20, vengono somministrate solo 350 dosi al giorno. Il problema non riguarda solo le sedi perché occorre fare i conti anche con il personale da reclutare.
«Un ruolo fondamentale è svolto dai farmacisti», sottolinea il direttore del dipartimento di prevenzione, «per la conservazione, la distribuzione e non ultimi la preparazione e il conteggio di tutte le dosi. La ricostruzione dei vaccini deve avvenire in loco in quanto non posso compiere lunghi tragitti dopo la fase di preparazione. Soprattutto Pfizer e Moderna, che necessitano di una procedura di ordine galenico, avere il farmacista a disposizione è una garanzia: con l’aggiunta che Pfizer richiede anche una conservazione a meno 70 gradi. Finora ci hanno supportato i farmacisti ospedalieri, ma per ampliare le sedi stiamo acquisendo altre figure che saranno operative nel giro di una settimana dopo un corso di affiancamento. Occorre recuperare anche altro personale sanitario, come i medici di base per il counseling e il trattamento a domicilio dei pazienti che non possono spostarsi». Pompei avanza anche un'ipotesi di cronoprogramma: «Contiamo di ultimare le categorie prioritarie nei prossimi 15/20 giorni per proiettarci nel mese di aprile con una vaccinazione di massa in considerazione delle dosi che dovrebbero arrivare».
Sciolto anche il nodo degli insegnati over 65 e di quelli fuori sede, che avevano sollevato la questione proprio attraverso il Centro. «È stato stabilito che i primi devono essere trattati con Pfizer oppure Moderna, mentre i secondi sono a carico della regione di residenza e ci hanno appena fornito gli elenchi». Ma bisogna fare i conti con la disponibilità di dosi. «Purtroppo per AstraZeneca non c’è grande disponibilità», conclude Pompei, «fino a ieri sera (l’altro ieri ndc) le dosi a disposizione erano circa 800 e siamo in attesa di nuovi arrivi: vogliamo servire tutti il più rapidamente possibile».
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