l’assessore alle politiche sociali

Aiuti a studenti diversamente abili e famiglie in difficoltà. I tagli, a quanto pare, non interromperanno l’attività di sostegno alla parte più debole della città. Lo assicura l’assessore alle...
Aiuti a studenti diversamente abili e famiglie in difficoltà. I tagli, a quanto pare, non interromperanno l’attività di sostegno alla parte più debole della città. Lo assicura l’assessore alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista (nella foto). «Il bilancio ha un chiaro significato politico. Aumentiamo i fondi per il sociale, per una possibilità di spesa di circa 8 milioni. Faremo un piano sociale innovativo. Avremo 300mila euro destinati alla fascia di popolazione indigente. Ci faremo carico anche di questioni non di competenza comunale come l’assistenza scolastica e domiciliare per gli studenti disabili che frequentano le superiori, passata di competenza dalle Province ai Comuni e che dovrebbe essere finanziata dalla Regione. Le risorse stanziate non sono sufficienti e, dunque, il Comune ha deciso di integrarle, garantendo il diritto allo studio anche ai ragazzi dei paesi vicini».
Il sindaco Massimo Cialente fa il punto della situazione delle municipalizzate, lodando l’operato della giunta di centrosinistra per aver «rimesso a posto i bilanci e migliorato i servizi». «Oggi», sostiene il sindaco, «il servizio delle farmacie è migliorato. Ce ne sono alcune che fanno 12 ore di apertura. Abbiamo fatto una riunione, procediamo con lo spostamento di quella di Coppito e quattro nuove ne arriveranno. Asm assicura, a parità di spese, un grandissimo impegno a fronte della scarsa attenzione dei cittadini alla raccolta differenziata. Ama, a fronte del taglio di 10 milioni più 7 di multa dalla Regione assicura l’aumento delle corse anche per i ragazzi, a fronte dei notevoli tagli subiti. Il Centro turistico ha un problema che ormai dipende esclusivamente dai ritardi gravissimi nell’approvazione del piano d’area da parte del Parco, che aspettiamo da 20 anni. Abbiamo messo i conti a posto senza fare un licenziamento, bisogna che qualcuno ce lo riconosca visto quanto c’era 10 anni fa». (e.n.)

