L’assessore De Santis (Idv) «E’ una città mal gestita»

A sorpresa il componente della giunta con delega al bilancio va all’attacco «C’è confusione e incapacità di realizzare tempestivamente le opere»
L'AQUILA. Settore Opere pubbliche inchiodato e incapace di portare avanti progetti finanziati con soldi pronti all’uso da mesi, in qualche caso anni. Strade su cui fare la manutenzione e invece costellate di buche e avvallamenti in città, in periferia e nelle frazioni, le “cenerentole” della ricostruzione e anche dell'ordinaria amministrazione. E poi le scuole: da quasi sette anni i bambini fanno lezione nei musp, i moduli scolastici provvisori che, per quanto abbelliti con disegni e lavoretti fatti a mano restano sempre locali in metallo, anche pericolosi. Non è stata ricostruita nemmeno una scuola.
L'Italia dei valori ha snocciolato ieri una serie di concreti esempi di come la gestione della città sia nel caos, nel corso di una conferenza stampa che è suonata come una resa dei conti per l'attuale consiliatura, anche se il segretario regionale dell'Idv Lelio De Santis (che è anche assessore comunale al Bilancio), il capogruppo Giuliano Di Nicola e il consigliere Adriano Durante, hanno confermato «piena fiducia e sostegno all'amministrazione e al sindaco Massimo Cialente». «C'è confusione e incapacità di realizzare tempestivamente le opere, che dormono nei cassetti », conseguenza per l'Idv delle inchieste giudiziarie che hanno riguardato alcuni aspetti del post-sisma come i puntellamenti, ma anche della cattiva organizzazione delle strutture comunali. Alle quali bisogna mettere urgentemente mano «invece di perdere tempo con un totosindaco che non ci interessa», spiega De Santis in riferimento al dibattito sull'ipotesi di candidatura del vicesindaco Nicola Trifuoggi. Di qui l'appello alla magistratura «a chiudere presto le inchieste per mettere fine a un clima di sospetto».
Quanto all’amministrazione, i tre esponenti dell'Idv dicono: «Il sindaco deve avviare una poderosa riorganizzazione delle strutture, far ruotare i dirigenti, redistribuire i carichi di lavoro laddove sono, forse, troppo pesanti (come nelle Opere pubbliche, settore diretto da Enrica De Paulis «che stimiamo»), ma anche rivedere le deleghe degli assessori». L'impasse è dovuto, secondo l'Idv, anche alla perdita dei 56 dipendenti precari che occupavano caselle importanti degli uffici comunali fino allo scorso 30 settembre, come i Tributi, il Segretariato sociale, la Ricostruzione. Intanto restano fermi importanti lavori. A fare esempi reali è Durante. I più urgenti? «Il rifacimento del ponte Belvedere (stanziati 200mila euro), dei cimiteri dell'Aquila e delle frazioni e della strada Torrione-San Giacomo finanziata nel 2001 dalla Cassa depositi e prestiti con 7 milioni».
Marianna Gianforte
©RIPRODUZIONE RISERVATA

