L’attentato al Papa nei dialoghi con Preziosi

Il libro del giornalista e saggista presentato a San Pietro della Ienca, luogo caro a Giovanni Paolo II
L’AQUILA. «Preziosi non si stanca di analizzare nei particolari tutti gli elementi che emergono dai dossier e dalle testimonianze, cercando di trovare anche nelle molteplici coincidenze una traiettoria per comprendere un piano più ampio di quello descritto dalle cronache». Così la prefazione di monsignor Rino Fisichella al libro di Antonio Preziosi, giornalista, saggista e scrittore, autore dell’opera “Il Papa doveva morire” (edizioni San Paolo). E ieri Preziosi ha confermato quanto sapientemente riassunto da Fisichella nel corso della VIII rassegna culturale “Il Giardino Letterario” a San Pietro della Ienca, luogo caro a Giovanni Paolo II. Il direttore di “Rai Parlamento” è stato ospite dell’associazione culturale San Pietro della Ienca, presieduta da Pasquale Corriere, e ha parlato della sua opera. L’evento è stato presentato da Augusto Ciciotti. Il libro, attraverso alcune testimonianze dirette e dettagli ricordati dal cardinale Stanislaw Dziwisz, racconta e ricostruisce con cura il tragico evento avvenuto il 13 maggio 1981, in piazza San Pietro, a Roma, alle ore 17.17, quando il terrorista Ali Agca, forse incaricato da mandanti ancora oggi non identificati, sparò a distanza ravvicinata a Papa Giovanni Paolo II per ucciderlo. Nel libro Antonio Preziosi evidenzia tutte le implicazioni di cronaca, storiche e spirituali dell’attentato a Wojtyla, riflettendo sulle motivazioni del gesto criminale e sulle sue conseguenze e propone al lettore una duplice analisi, considerando da un lato i fatti provocati dalle azioni umane e dall’altro quelli soprannaturali (la mano che deviò il proiettile salvando la vita al Papa).

