L’attore Marchesi: «Volevamo aiutare la città»

Fiction spostata da Raiuno a Raitre, uno dei protagonisti si sfoga: «Eppure ce l’abbiamo messa tutta»
L’AQUILA. Non passa indolore il dirottamento (che qualcuno ha più cinicamente definito “declassamento” della fiction da Raiuno a Raitre. A causa del calo di ascolti, la Rai ha infatti deciso di cambiare la programmazione della fiction “L’Aquila-Grandi speranze” già a partire da questa settimana. Ieri sera, infatti, la miniserie televisiva con Giorgio Marchesi, Luca Barbareschi e Donatella Finocchiaro non è andata in onda. La quarta puntata è stata sostituita da “La verità vi spiego sull’amore”, film di Max Croci, con Ambra Angiolini, Carolina Crescentini e Giuliana De Sio. Per vedere il prosieguo della storia ambientata all’Aquila bisognerà sintonizzarsi il venerdì su Raitre, che accoglierà gli ultimi tre episodi, sempre in prima serata, a partire dalle 21,15 circa (dal 10 al 24). Marchesi, che nella fiction interpreta il personaggio dello psichiatra, Marco Basile, si è detto molto rammaricato per l’evoluzione della messa in onda. «Peccato! Credevamo molto in questo progetto che abbiamo fatto con il solito impegno, ma con un sentimento diverso, proprio perché eravamo lì, in mezzo a quelle cicatrici», ha scritto sulla propria pagina Facebook. «Inutile soffermarsi sui motivi di ascolti inferiori alle aspettative, che sono tanti e diversi, come sempre. E che spettano agli addetti ai lavori. Quello che mi preme condividere con voi», prosegue rivolto ai suoi fan, «è l’onestà con cui abbiamo lavorato tutti e, personalmente, ho la consapevolezza di avercela messa tutta, affrontando questa serie con le migliori intenzioni. Anzi, con la speranza di aiutare la città». Una risposta anche alle tante polemiche sollevate sin dalla prima puntata, specie nel capoluogo. «Sono riconoscente a tutti gli aquilani, medici e non», ha concluso Marchesi, «che mi hanno fatto conoscere L’Aquila e aiutato a costruire il personaggio di Franco. Spero di essere riuscito a esprimere parte di quello che loro mi hanno regalato. E ora, come sempre, tutti pronti a ripartire!». Critiche che permangono anche tra i commenti ai post dell’attore: «Avete chiaramente dimostrato di non conoscere la realtà», scrive Antonio Rosettini, «l’atmosfera che regnava nel dopo sisma. Passi la storia un po’ assurda inventata, ma lo sfondo, l’atmosfera non ha nulla di reale. Andava bene se non si faceva il nome della città, altrimenti bisognava, almeno in parte, tenere in considerazione la realtà».
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