L’autovelox spacca il centrodestra anche in consiglio

24 Aprile 2021

Parte della maggioranza boccia l’occhio elettronico «Meglio altre soluzioni». Ma poi manca il numero legale

L’AQUILA. Scontro “virtuale” nel consiglio comunale su piattaforma digitale. A dividere sia i consiglieri di maggioranza sia quelli di opposizione è stata la questione dell’autovelox mobile posizionato all’ingresso Ovest della città, nei pressi dell’imbocco e dell’uscita dal casello autostradale, dove è in vigore da alcuni giorni un nuovo sistema di circolazione in area di cantiere, con velocità massima fissata a 30 chilometri orari.
DISSUASORI LUMINOSI. La miccia è stata accesa da un emendamento integrativo del consigliere Paolo Romano (Italia viva) relativo a una proposta di mozione presentata da Francesco De Santis e Roberto Junior Silveri (Lega), Giorgio De Matteis e Marcello Dundee (Forza Italia), con la quale viene impegnato il sindaco a intervenire, «valutando la possibilità di posizionare i dissuasori luminosi di velocità nei tratti interessati dalla nuova viabilità delle statali 17 e 80 nei pressi dello svincolo autostradale e nei centri abitati delle frazioni, così come sono stati posizionati già in altre arterie a scorrimento veloce della città, incentivando gli automobilisti a rispettare i limiti senza dover ricorrere a strumenti particolarmente invasivi come gli autovelox mobili».
ASSENZE. Fratelli d'Italia, il partito del sindaco, Pierluigi Biondi, e dell’assessore alla Mobilità, Carla Mannetti, per voce della capogruppo Ersilia Lancia ha chiesto il rinvio dell’ordine del giorno per l’assenza proprio di sindaco e assessore. Una richiesta bocciata a larga maggioranza. Il capogruppo di Italia viva, Paolo Romano, ha così proposto l’emendamento, per chiedere alla giunta di intervenire anche sulle vie limitrofe alla nuova viabilità della zona Ovest, in particolare via Carducci e via Salaria Antica Est, a partire dal rifacimento del manto stradale, ma anche sui tratti cittadini «con una maggiore incidentalità e mortalità, come la 80 o la provinciale 23 tra Preturo e Coppito».
DEFEZIONI. Al momento del voto sono risultati presenti 15 consiglieri contro i 16 previsti dal regolamento per le sedute di prima convocazione. In particolare, il numero legale è venuto meno per l’assenza dei consiglieri di Fratelli d'Italia e L’Aquila futura e per alcune defezioni dei consiglieri del Pd Stefano Palumbo e Stefano Albano oltre a Lelio De Santis (Cambiare insieme). Non è stato così possibile dare l’ok all’emendamento propedeutico all’approvazione definitiva dell’ordine del giorno.
CERCHIO MAGICO. La questione ha suscitato la reazione di diversi consiglieri di minoranza (Romano, Il gruppo del Passo Possibile, Giustino Masciocco, Lelio De Santis, Edlira Banushaj, Elisabetta Vicini, Stefano Palumbo, Stefano Albano, Carla Cimoroni e Angelo Mancini) che hanno voluto chiarire la propria posizione con un comunicato: «La città è ostaggio del Cerchio magico del sindaco», scrivono. «Il Cerchio decide e nessuno, maggioranza o opposizione, può fiatare. Anche in caso di loro assenza dalla seduta, basta una telefonata e cade qualunque prerogativa consiliare, cessa qualunque anelito vitale, fosse anche, una mozione per allargare il raggio visivo, dunque di attenzione e intervento, dalla sicurezza stradale del cantiere tra le statali, alle decine e decine di arterie potenzialmente pericolose che sono presenti in città».