L’Avezzano gioca sabato: sfida a Termoli anticipata

AVEZZANO. Miglior attacco del girone e classifica che, nonostante qualche piccola incertezza in fase difensiva, risulta ampiamente soddisfacente. Quindici reti all’attivo in sette giornate di...
AVEZZANO. Miglior attacco del girone e classifica che, nonostante qualche piccola incertezza in fase difensiva, risulta ampiamente soddisfacente. Quindici reti all’attivo in sette giornate di campionato, significa qualcosa più di due gol in media per ogni domenica, un bottino che solo Campobasso e Roma City possono vantare. E, analizzando le avversarie che la formazione di Ferazzoli ha dovuto affrontare in questa prima parte di campionato, salta immediatamente all’occhio che su sette confronti, ben quattro sono stati con le prime della classe, tutti in casa, dove ancora si cerca la prima vittoria stagionale: Sambenedettese, Fossombrone, Chieti e Notaresco, mentre fra due settimane allo stadio dei Marsi sarà di scena un’altra delle candidate per la vittoria finale, quel Campobasso spinto da tutto il Molise dopo l’ennesimo fallimento dello scorso anno. Contro il Chieti, a dispetto di assenze pesantissime, i biancoverdi hanno confermato di avere i numeri per lottare anche loro per un sogno chiamato Lega Pro. Peccato che contro i teatini non fossero disponibili Roberti, D’Alessandris e Ortolini (e pure Ferrani), perché anche se nelle dichiarazioni del post partita, sia il presidente Pecorelli che mister Ferazzoli abbiano esaltato le prove generose dei sostituti, è innegabile che se fossero state disponibili le tre punte titolari, certe giocate avrebbero potuto sortire ben altri risultati. Un secondo tempo sontuoso quello disputato contro il Chieti, culminato con la grande giocata di Yuri Senesi che, oltre a aver evitato una sconfitta che sarebbe risultata oltremodo beffarda, ha avuto il merito di interrompere dopo oltre 600 minuti l’imbattibilità della porta neroverde. Ma c’è un altro elemento che emerge prepotentemente dall’avvento del nuovo corso instaurato dal patron Pecorelli, ed è quello relativo al ritrovato feeling tra la squadra e la tifoseria. E il tifo non si limita solo alle gare interne, perché anche nelle trasferte, il gruppetto dei supporter biancoverdi non è mai inferiore alle cinquanta unità. Adesso è necessario recuperare gli infortunati, e dopo la trasferta di Termoli (anticipata a sabato alle 15 allo stadio “Gino Cannarsa”), la prossima montagna da scalare si chiamerà Campobasso.

