L’avvio della costruzione dell’abbazia risale al 1287 sull’allora Colle di Maio

20 Dicembre 2017

La Basilica di Collemaggio è lo scrigno che custodisce il messaggio di perdono di Papa Celestino V. Risale al 1287 l’avvio delle pratiche per la costruzione, sull’allora Colle di Maio, di un’abbazia...

La Basilica di Collemaggio è lo scrigno che custodisce il messaggio di perdono di Papa Celestino V. Risale al 1287 l’avvio delle pratiche per la costruzione, sull’allora Colle di Maio, di un’abbazia celestiniana. L’appezzamento di terreno venne acquistato dai Celestini per 20 fiorini e 4 tarini da Rogata della Torre. Consacrata il 25 agosto 1288, sarà la culla dell’elezione al soglio pontificio di fra’ Pietro da Morrone, incoronato Papa, all’Aquila, il 29 agosto 1294 con il nome di Celestino V (nella foto). La storia lo dipinge su un cavallo bianco, scortato da Carlo I e Carlo Martello, mentre attraversa la città tra due ali di folla in tripudio. La Perdonanza è il primo atto papale eseguito la sera dell’incoronazione: Celestino V emana la Bolla del Perdono concedendo l’Indulgenza Plenaria “a tutti coloro che veramente pentiti e confessati entreranno nella Chiesa di Collemaggio dai vespri del 28 agosto ai vespri del giorno successivo”.
Un Pontificato durato appena 107 giorni, che si è concluso con la rinuncia al papato, avvenuta il 13 dicembre 1294. Emblema della Perdonanza è la Porta Santa di Collemaggio: il tramite con cui i fedeli recitano il “mea culpa” e tendono la mano a Dio, in un atto di riconciliazione anche con il prossimo. Posta sul lato sinistro della Basilica, viene aperta annualmente per il passaggio dei fedeli in mistico raccoglimento. La riapertura al culto di Collemaggio assume i contorni di una profonda rinascita spirituale e culturale della città. Al suo interno torneranno le spoglie di Celestino, uscite miracolosamente indenni dal sisma del 6 aprile 2009. E il messaggio universale del Papa del Perdono riecheggerà, con maggior vigore, dall’Aquila al mondo. (m.p.)