L’economo: io costretto a custodire la droga

6 Ottobre 2019

Di Pietro collabora e chiama in causa altre persone: «Ho solo prestato il mio garage». Gli investigatori cercano prove

SULMONA. «Sono stato costretto a mettere a disposizione il mio garage, ma con tutto quel quantitativo di droga non c’entro nulla». L’economo del Comune di Sulmona, Armando Di Pietro, 47 anni, vuota il sacco e offre piena collaborazione agli inquirenti indicando anche i nomi delle persone che gli avrebbero chiesto di fare da terminale alla partita più grande di droga che sia mai stata intercettata dalle forze dell’ordine in Valle Peligna: 1 chilo e mezzo di cocaina e 14 chili di hascisc, per un valore di mercato di oltre 500 mila euro, sostanza stupefacente destinata a rifornire per giorni l’intero comprensorio. Un atteggiamento, quello di Di Pietro che è stato apprezzato dal giudice per le indagini preliminari, Daniele Sodani, che si è riservato di decidere sia sulla convalida dell’arresto, sia sulla conferma della misura restrittiva della custodia cautelare in carcere. Misura che alla luce della collaborazione offerta dall’economo del Comune potrebbe essere anche revocata e sostituita con una meno afflittiva. Tanto che il difensore dell’economo, l’avvocato Alessandro Margiotta, non ha nemmeno avanzato istanza di revoca della detenzione in carcere. Lo farà nei prossimi giorni quando la vicenda, e il ruolo dei vari protagonisti, sarà più chiaro, chiedendo per il suo assistito anche la possibilità di poter tornare a lavorare in Comune. Il corriere della droga, il romano Adriano Esposito, colui che ha materialmente consegnato nelle mani di Di Pietro il consistente quantitativo di droga, ha invece scelto di non parlare, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Si è solo limitato a dire di essere stato incaricato della consegna del pacco a Sulmona. Nel frattempo, anche alla luce dei particolari emersi nel corso dell’interrogatorio di convalida, l’inchiesta in corso da parte della Guardia di finanza potrebbe subire un’accelerazione con il possibile coinvolgimento nella vicenda, a vario titolo, di altre persone. Chi in maniera più pesante, chi marginalmente, come l’altro dipendente comunale che era presente nell’abitazione di Di Pietro al momento della consegna della droga e della contemporanea irruzione nel garage dei finanzieri della compagnia di Sulmona, coordinati dal comandante Assunta Arianna Siracusa. Operazione che è stata portata avanti sotto il coordinamento del procuratore Giuseppe Bellelli, in coppia con il sostituto procuratore Stefano Iafolla, delegato ieri mattina nell’udienza di convalida degli arresti. Sia la Guardia di finanza che la Procura mantengono il più stretto riserbo sull’operazione che, per gli inquirenti, può dare un colpo importante alle organizzazioni malavitose locali che da anni controllano lo spaccio di stupefacenti in città e nel comprensorio peligno.
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