L’esercito degli 84 euro lordi a seduta

Varate le commissioni consiliari del Comune. Di Benedetto alla quinta (Garanzia e controllo). Pienone di voti per Daniele (Udc)
L’AQUILA. L’esercito degli 84 euro lordi a seduta ha preso armi e bagagli e ha cominciato a far girare la giostra delle commissioni consiliari. In una calda giornata di fine luglio, i primi sì al gettone hanno rinnovato un rito che, nell’aneddotica del palazzo comunale, vive anche di mitici personaggi. Bravi a fare il giro del tavolo, a rispondere presente all’appello per poi infilare la porta e intascare la giornata. Primi tra tutti alcuni noti professionisti che alla stessa ora avevano qualche altro impegno più remunerativo altrove. Arrivederci e grazie. Con il varo delle presidenze e delle vicepresidenze ha preso ufficialmente il via la fase operativa della nuova consiliatura di centrodestra. Nessuno scossone. Tutto come previsto.
MEGLIO DI UN ASSESSORATO. Un “commissario” di lungo corso, che preferisce restare anonimo per evitare ritorsioni o rappresaglie, svela che nelle liturgie dei partiti, all’indomani di una vittoria elettorale amministrativa, prendere la poltrona di presidente di una delle prime due commissioni (Bilancio e Territorio) viene ritenuto «di gran lunga più importante di un assessorato di peso».
QUANTO MI COSTI. Le prime quattro commissioni consiliari (Bilancio, Territorio, Politiche sociali e Affari istituzionali) sono composte da 20 consiglieri. La quinta, la commissione Garanzia e controllo, da 13. A spanne, dunque, un “giro” di commissioni arriva a costare alle casse comunali qualcosa come ottomila euro, o poco meno. Va detto che i presidenti prendono il gettone come gli altri e non hanno altri bonus. Considerato che le commissioni in genere si riuniscono almeno una volta al mese, mentre quelle più importanti anche una a settimana, i numeri sono destinati a salire vertiginosamente. Si parla di centinaia di migliaia di euro. Dunque un milione o poco più in 5 anni di consiliatura.
COSA FANNO, COME VOTANO. Le commissioni consiliari esaminano i provvedimenti prima che gli stessi passino al vaglio del consiglio comunale. Una funzione di controllo, ma anche di carattere propositivo e analitico degli argomenti di rispettiva competenza di ciascun settore. I commissari possono esprimersi con voto plurimo a seconda del peso che i singoli gruppi hanno in consiglio comunale. Il meccanismo è complesso: se si rappresenta un gruppo di 6 voti un componente può esprimerli tutti e 6 oppure tre componenti hanno due voti ciascuno.
I MONOGRUPPI. I gruppi consiliari indicano la rappresentanza proporzionale. Se si fa parte di un monogruppo (e nel consiglio comunale ce ne sono finora sei su 13) vuol dire che si partecipa a tutte le commissioni.
GLI ELETTI. Ecco, nel dettaglio, presidenti e vice. Prima: Luigi Di Luzio presidente, Daniele D’Angelo vice; seconda: Raffaele Daniele presidente (con 32 voti), Luca Rocci vice; terza: Elisabetta De Blasis presidente, Giancarlo Della Pelle vice; quarta: Fabrizio Taranta presidente, Roberto Santangelo vice; quinta: Americo Di Benedetto presidente, vice Elisabetta Vicini.
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