L’esperto: il virus rallenta ma in giro c’è troppa gente

Albani, referente regionale dell’emergenza: potenziata la sanità sul territorio
L’AQUILA. Reparti pieni, pronto soccorso intasato, 15 pazienti che hanno atteso tutta la mattina, nelle due tende e nella cappella riconvertita a stanza ospedaliera, prima di essere ricoverati. La pressione sull’ospedale San Salvatore cresce di ora in ora, così come cresce il numero dei contagi: ieri se ne sono registrati ben 102 in città, 372 nell’intera provincia, a fronte dei 649 in tutto l’ Abruzzo. Cifre allarmanti, anche se gli esperti, come spiega il referente sanitario regionale per le Emergenze, Alberto Albani, iniziano a leggere nei dati aquilani un rallentamento della diffusione del virus. Ma lo stesso Albani lancia un appello alla popolazione: «Restate a casa, nonostante l’istituzione della zona rossa vedo in giro più gente di prima». Sulle lunghe file che si formano fuori il pronto soccorso, il primario Luigi Valenti dice: «Anche se siamo in guerra, fuori non si lascia nessuno, eccetto quei pazienti che hanno le condizioni cliniche per poter rimanere in attesa in ambulanza». Intanto ieri sono stati accertati due decessi riferibili al Covid: si tratta di un uomo aquilano di 92 anni, Vincenzino Di Carlantonio, e di una donna di Lucoli di 93 anni, Maria Del Vecchio, morta nella Rsa Villa Dorotea di Scoppito, dove sono emerse 36 positività. Sempre a Scoppito, nella casa albergo Villa Sorriso, il focolaio appare invece sotto controllo, con soli 2 ospiti ancora positivi.
GLI APPELLI DI ALBANI. Come spiegare l’impennata di contagi sul territorio aquilano? A dare una spiegazione è Albani. «L’attuale situazione della città dell’Aquila e della Marsica è legata in parte alle code dei focolai maggiori registrati su questi territori. Basti pensare che per ogni positivo c’è un tracciamento che può oscillare dai 5 ai 10 contatti e il 10/15% dei contatti risulta a sua volta positivo. Una proporzione molto alta, perché cresce in maniera esponenziale. Nonostante i numeri dei positivi siano ancora elevati, da ulteriori dati provvisori in nostro possesso, che sono in corso di valutazione e vanno consolidati, sembrerebbe che ci sia un iniziale raffreddamento della diffusione del virus. Per contrastare la pressione sulle strutture sanitarie, stiamo potenziando il sistema territoriale», aggiunge Albani, «dando ulteriori medici e infermieri alle Usca e ai contact center per i tracciamenti». Albani annuncia che l’Abruzzo a giorni sarà la prima regione ad attivare, sull’intero territorio, la possibilità di controllo domiciliare ecografico dei pazienti Covid, affidato ai medici dell’Usca: l’evoluzione della malattia potrà esser così monitorata costantemente tra i malati che potranno essere curati da casa, andando a ridurre i ricoveri. Albani coglie l’occasione anche per lanciare due appelli alla popolazione: «Invito i cittadini a recarsi in Pronto soccorso solo in caso di patologie gravi e a contattare per tutto il resto il medico di base, che valuterà se allertare l’Usca. In questo modo possiamo allentare la pressione sul servizio, dove confluiscono anche i possibili positivi». L’altro appello riguarda il rispetto della zona rossa: «Purtroppo, e lo sto constatando di persona», sottolinea Albani, «in giro c’è addirittura più gente di prima. Invito la popolazione a restare a casa e a non sottovalutare la gravità della situazione. Faccio un esempio: la Svizzera, nazione all’avanguardia, non ha più posti di terapia intensiva. Non possiamo correre lo stesso rischio».
VALENTI CHIEDE OPERATORI. «Bisogna potenziare e far funzionare al meglio il territorio, oltre al fatto che si deve cercare di recuperare personale da utilizzare per aprire nuovi posti letto». Lo ribadisce il primario del Pronto soccorso del San Salvatore Luigi Valenti, che è anche direttore facente funzioni del dipartimento di Emergenza e urgenza della Asl.
«È chiaro che c’è una sofferenza e una forte pressione sull’ospedale ma, anche se siamo in guerra, fuori non si lascia nessuno, eccetto quei pazienti che hanno le condizioni cliniche per poter rimanere in attesa in ambulanza quando si creano le file che, purtroppo, si formano quando la situazione diventa insostenibile a causa delle tante richieste di ricovero concentrate nello stesso momento della giornata. Stiamo utilizzando tutti gli spazi possibili, anche quello per i codici rossi, tanto che siamo riusciti a raggiungere complessivamente 15-16 postazioni, dove collocare le persone che devono essere ricoverate. A brevissimo, avremo più spazio in seguito alla consegna del primo lotto di lavori di ampliamento».
VILLA SORRISO. Buone notizie dalla casa albergo di Scoppito, dove il 24 ottobre scorso erano risultati positivi 18 ospiti su 19 e 4 operatori sanitari, con 4 degenti morti. Già la scorsa settimana i positivi sono scesi a 16 e dopo il terzo giro di tamponi sono state accertate solo due positività, tenute sotto controllo, in isolamento nella struttura, senza bisogno di ricovero.
A fare il punto della situazione è stata l'amministratrice Adele Nicolini: «Attualmente ci sono 2 positivi asintomatici in isolamento, 5 in fase di guarigione (tampone con esito dubbio, comunque asintomatici e in isolamento). Gli altri sono fortunatamente tutti negativi».
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