L’esplosione al bar di Trasacco: due persone finiscono in carcere

Antonio De Silvio e Salvatore Ferrusi, entrambi residenti in paese, inchiodati dalle telecamere Per i carabinieri l’attentato è stato compiuto per una ritorsione nei confronti della titolare del locale
TRASACCO. Ci sono due arresti per l’attentato incendiario del 5 maggio scorso ai danni del bar-tabaccheria Barbarossa di via Febonio a Trasacco. In carcere sono finite due persone del posto. Si tratta di Antonio De Silvio, 45 anni, e Salvatore Ferrusi di 47. Il primo originario di Avezzano e residente a Trasacco è appartenente a una famiglia rom. Il secondo, invece, è di Trasacco.
Sono accusati di possesso di esplosivo, danneggiamento e minacce. Accuse circostanziate e dense di elementi di prova, come riportato nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano Marianna Minotti, su richiesta del pubblico ministero Marianna Proietti ed eseguite ieri all’alba dai carabinieri della stazione di Trasacco. Gli arrestati sono rinchiusi nel carcere San Nicola di Avezzano. Le indagini che hanno portato a individuare i due presunti responsabili dell’attentato incendiario sono state effettuate dai carabinieri della locale stazione guidati dal luogotenente Antonio (Tonino) Calvacchi. Ad inchiodare i due arrestati le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Secondo quanto ricostruito dalla visione dei fotogrammi, intorno alle 3 del mattino un’auto si era fermata proprio davanti l’ingresso del bar. L’uomo seduto dal lato passeggero era sceso e aveva piazzato la bomba sulla soglia del locale. Poi era tornato a bordo del veicolo, che in pochi secondi si era dileguato. L’esplosione aveva danneggiato la porta di ingresso e alcune pareti in cartongesso. La titolare dell’esercizio commerciale, S.B., aveva subito allertato le forze dell’ordine. Sul posto i carabinieri di Trasacco, che avevano compiuto i rilievi e raccolto le dichiarazioni della titolare e di alcuni testimoni. Alla base del gesto ci sarebbe una ritorsione. Tre giorni prima, infatti, la titolare del locale aveva allontanato i due arrestati perché in stato di ebbrezza stavano importunando gli altri clienti del bar. I due erano andati senza saldare il conto, non prima però di minacciare la donna di «far saltare in aria il locale». L’esplosione della bomba rudimentale era stata abbastanza violenta. Solo per una caso nessuna delle persone ancora presenti nel bar era rimasta ferita. I danni al locale, però, erano stati ingenti. L’azione criminale è stata, però, immortalata nel sistema di videosorveglianza del locale, le cui immagini, insieme agli altri elementi di prova acquisiti, sono arrivate al vaglio degli inquirenti, sfociando poi nell’emissione dei provvedimenti cautelari.
Nelle prossime ore De Silvio e Ferrusi, difesi dagli avvocati Vincenzo Retico e Mario Flammini, compariranno davanti al gip per sostenere l’interrogatorio di garanzia.
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