L’ex casello finisce in tribunale

18 Maggio 2023

Onna, per il Comune i proprietari devono restituire i soldi avuti per ristrutturarlo

L’AQUILA. Sarà il tribunale civile a stabilire se per la ricostruzione dell’ex casello ferroviario all’altezza del passaggio a livello di Onna (sostituito nel 2018 da un sottopasso) i proprietari avevano o no diritto al contributo pubblico. Lo si apprende da una delibera di giunta comunale con la quale si dà incarico all’Avvocatura a resistere in giudizio. Nella delibera si legge che «i proprietari dell’ex casello», oggi diventato una villetta, «hanno impugnato l’ingiunzione fiscale emanata nei loro confronti dal Comune per esigere la restituzione del contributo post-sisma, per circa 200.000 euro, che gli stessi risultano aver percepito senza titolo per la ricostruzione dell’ex casello ferroviario di Onna. È infatti risultato che la filiera (nel 2013 sostituita dagli uffici speciali) ha consentito ai proprietari di accedere al contributo destinato alla ricostruzione dell’abitazione principale in relazione a un immobile disabitato, di cui i proprietari si erano resi acquirenti pochi mesi prima del sisma. È evidente l’interesse dell’amministrazione a evitare la dispersione delle risorse pubbliche approntate per l’emergenza sismica verso destinazioni improprie e illegittime, per il che si richiede che la giunta autorizzi il sindaco ad assumere la rappresentanza dell’Ente nel giudizio con la difesa dell’Avvocatura comunale, demandando al dirigente responsabile la definizione di tutti gli atti consequenziali a resistere e agire in ogni fase, stato e grado di giudizio, fino al recupero della risorsa indebitamente erogata».
La vicenda risale al 2016 quando la Procura aprì un’inchiesta. Oggetto dell’indagine era «la ricostruzione dell’ex casello ferroviario di Onna che dopo un periodo di inutilizzo durato anni, e ormai fatiscente, era stato venduto da Ferrovie dello Stato con asta pubblica e acquistato dagli attuali proprietari per circa 36.000 euro. Lo stesso edificio era stato definito da Ferrovie in totale abbandono e in scarso stato di manutenzione e poi proposto in vendita con una base d’asta di 27.630 euro». Il contributo per la ricostruzione sarebbe stato ottenuto in base a una perizia che avrebbe ingenerato «nei pubblici ufficiali preposti all’istruttoria della pratica, un erroneo convincimento sul reale stato pre-sisma dell’immobile». (g.p.)
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