L’ex convento accoglierà 300 studenti

Stop ai viaggi a Pratola, il De Nino-Morandi dividerà gli spazi col Centro salute mentale. Dubbi sulla data d’apertura
SULMONA. Scatta la corsa contro il tempo per far tornare a Sulmona i circa 300 studenti del De Nino-Morandi per l’inizio dell’anno scolastico. È stata chiusa la procedura dell’indagine di mercato sulla ricerca di un immobile alternativo. Ha risposto solo una ditta, la Salvatore e Di Meo, che ha proposto l’ex convento di Sant’Antonio, sede anche del Centro di salute mentale. La proposta arrivata si aggirerebbe sui 10 euro a metro quadro per mille e 200 metri totali di superficie da adibire a scuola.
La Provincia intende chiudere subito la partita, per questo la prossima settimana incontrerà la ditta per organizzare il trasloco e risparmiare su un altro anno di trasporto bus a suo carico, con spese di 35mila euro all’anno (esclusa l’assicurazione) sostenute da ottobre 2014. Cioè da quando la Guardia di finanza mise i sigilli, su disposizione della Procura, ritenendo non a norma i lavori in corso sulla scuola di via D’Andrea. Gli studenti di Ragioneria e Geometra vennero trasferiti all’Iti di Pratola.
Inizia ora la fase della verifica dell’idoneità e del controllo del rispetto dei requisiti inseriti nell’avviso pubblico dove si chiedeva, fra le altre cose, il possesso di agibilità con riferimento anche alla conformità di tutti gli impianti, nonché ai criteri di accessibilità, adattabilità, vivibilità nell’edificio nel rispetto delle norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche, verifica di vulnerabilità sismica, fruibilità dei locali intesa come accesso da strada, piazza o parcheggio pubblico o di uso pubblico, disponibilità di adeguato spazio esterno per attività ricreative per gli studenti. Tutti requisiti che al momento sembrano appartenere all’edificio in questione, soprattutto se si considera che, sul fronte della vulnerabilità, la struttura è stata recentemente adeguata alle disposizioni normative dopo la vicenda legata alla sospensione e riattivazione del Csm. Il complesso, comunque, dispone di due ingressi separati, col Centro di salute mentale che resterà all’ultimo piano. La locazione del contratto dura tre anni, dal 15 settembre 2018 al 30 luglio 2021, il tempo necessario per completare i lavori sulla sede storica di via D’Andrea.
Intanto, come detto di recente dal presidente della Provincia, Angelo Caruso, i lavori sull’edificio dovrebbero ripartire in autunno per terminare in due anni, gare, ricorsi e condizioni meteo permettendo.
Continuerà a vigilare sul caso il Comitato di ex docenti che si batte per la riapertura della scuola e che ha coinvolto direttamente la Procura per sollecitare il dissequestro della struttura e poter riavviare l’iter dei lavori. All’esame anche una richiesta di risarcimento danni per il sequestro prolungato della scuola.
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