L’ex direttore di Coldiretti: «Lettere, esempio per tutti»

4 Agosto 2023

L’AQUILA. La scomparsa di Giuseppe Lettere, ex consigliere, assessore regionale, sindacalista e uomo forte della Dc negli anni ’80, ha lasciato il segno in tutte le persone che lo hanno conosciuto....

L’AQUILA. La scomparsa di Giuseppe Lettere, ex consigliere, assessore regionale, sindacalista e uomo forte della Dc negli anni ’80, ha lasciato il segno in tutte le persone che lo hanno conosciuto. Dopo il cordoglio del mondo della politica, a ricordare Lettere è stato anche Bruno Petrei, ex direttore di Coldiretti: «Quando la Coldiretti lo chiama alla carriera sindacale affidandogli la difficile dirigenza di strutture siciliane, lui riesce a intraprendere una brillante carriera». Da Messina, Lettere viene mandato all’Aquila nell’ottobre del 1978 come direttore della Coldiretti provinciale. È lì che lui e Petrei si conoscono: «Uomo di poche parole, serio, pacato», ricorda l’ex direttore, «si presenta in ufficio mai dopo le sei del mattino. Fino al tardo pomeriggio in ufficio a lavorare, poi in macchina, per raggiungere uno o più dei 108 comuni della provincia per parlare con quelli che allora chiamavamo “coltivatori diretti”, ascoltare i loro problemi, prenderne carico, per poter l’indomani cercare le migliori soluzioni possibili». Poi la politica: «Anche in questo ruolo si dimostrò all’altezza e solo una sciagurata e, a distanza di anni rivelatasi infondata, azione giudiziaria, pose bruscamente fine alla sua carriera. Anche in questo caso», ricorda Petrei, «si rivelò per quello che era: attese senza clamori il lungo corso della giustizia, mai si dimostrò vendicativo e si ritirò a vita privata dedicandosi alla famiglia per troppo tempo trascurata e al suo hobby preferito, quello della cucina».