L’ex giunta: sul buco da 2,5 milioni non abbiamo colpe

SCANNO. Non ci stanno gli ex amministratori comunali di Scanno a essere accusati di aver portato il Comune al dissesto finanziario. Smentiscono di aver procurato un buco di bilancio di due milioni e...
SCANNO. Non ci stanno gli ex amministratori comunali di Scanno a essere accusati di aver portato il Comune al dissesto finanziario. Smentiscono di aver procurato un buco di bilancio di due milioni e mezzo di euro e avanzano alla Corte dei conti una richiesta urgente per essere ascoltati.
«Non tutti i documenti sono stati inviati alla Corte dei conti per una valutazione oggettiva riguardante il credito di 825mila euro vantato dal Comune nei confronti della Regione» viene sottolineato nella nota sottoscritta dall'ex sindaco Patrizio Giammarco, dall’ex vicesindaco Cesidio Giansante e dall’ex capogruppo Eustachio Gentile «e non comprendiamo il perché il presidente Amedeo Fusco si sia rifiutato di leggere in consiglio comunale un documento a sostegno delle nostre spiegazioni. Perché tanta paura a rendere pubblico un simile atto?».
I magistrati della sezione di controllo dell'Abruzzo hanno bocciato la gestione economico-finanziaria dell'ex amministrazione guidata da Giammarco e hanno disposto la trasmissione della deliberazione alla Procura regionale per l’Abruzzo per «eventuali profili di responsabilità per danno erariale».
A pesare sull’esame della documentazione gli 825mila euro relativi al contributo regionale per il potenziamento del bacino sciistico, che per la Corte dei conti «ha perso i requisiti di certezza per il mantenimento in bilancio già a decorrere da fine 2008». Ma gli ex amministratori sostengono che «non c’è alcun buco di bilancio» e ribadiscono che i fondi sono stati definitivamente assegnati nel dicembre del 2011 con «un provvedimento idoneo da una parte a qualificare il credito come certo ed esigibile e dall'altra a confutare il presupposto della presunta revoca del contributo».
Massimiliano Lavillotti
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