L’ex ministro: «Coinvolgere le associazioni per il museo»
Presidente Melandri, lei ha precisato che ci vorrà almeno un altro anno per l’apertura. A cosa è dovuto questo ritardo? «Non parlerei di ritardo, noi non avevamo mai fornito una data precisa, anche...
Presidente Melandri, lei ha precisato che ci vorrà almeno un altro anno per l’apertura. A cosa è dovuto questo ritardo?
«Non parlerei di ritardo, noi non avevamo mai fornito una data precisa, anche perché la copertura finanziaria nella legge di stabilità è arrivata solo lo scorso dicembre. Si può dire che, come Maxxi, abbiamo iniziato a lavorare concretamente solo da gennaio 2018».
A che punto è l’iter?
«Stiamo perfezionando l’accordo di affidamento dell’edificio alla Fondazione Maxxi e abbiamo iniziato a lavorare con alcuni artisti selezionati dal ministero per la creazione delle prime opere».
Siete sicuri che il Maxxi L'Aquila avrà un flusso di visitatori e un bacino di utenza sufficienti a raggiungere i numeri necessari per sostenersi?
«Stiamo facendo uno studio. Ma un museo per noi è qualcosa di più di un luogo da visitare: è una piattaforma di progettazione di futuro. Sarà molto importante coinvolgere tutte le istituzioni culturali del territorio: dal Conservatorio alla Sinfonica, dalle istituzioni scientifiche fino, ovviamente, all'Accademia di Belle Arti».
La gestione del museo sarà affidata solo alla Fondazione o verrà costituito un nuovo soggetto giuridico di cui faranno parte anche gli enti locali?
«È un’altra cosa che stiamo valutando con il ministero, ma credo che il museo sarà sotto la responsabilità diretta della Fondazione. Il prossimo autunno vorrei organizzare un incontro con tutte le istituzioni con cui vorremmo lavorare per capire come agire. La governance è semplice, il meccanismo di coinvolgimento delle istituzioni del territorio, invece, va studiato bene perché deve essere concreto e fattivo».(ro.ci.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Non parlerei di ritardo, noi non avevamo mai fornito una data precisa, anche perché la copertura finanziaria nella legge di stabilità è arrivata solo lo scorso dicembre. Si può dire che, come Maxxi, abbiamo iniziato a lavorare concretamente solo da gennaio 2018».
A che punto è l’iter?
«Stiamo perfezionando l’accordo di affidamento dell’edificio alla Fondazione Maxxi e abbiamo iniziato a lavorare con alcuni artisti selezionati dal ministero per la creazione delle prime opere».
Siete sicuri che il Maxxi L'Aquila avrà un flusso di visitatori e un bacino di utenza sufficienti a raggiungere i numeri necessari per sostenersi?
«Stiamo facendo uno studio. Ma un museo per noi è qualcosa di più di un luogo da visitare: è una piattaforma di progettazione di futuro. Sarà molto importante coinvolgere tutte le istituzioni culturali del territorio: dal Conservatorio alla Sinfonica, dalle istituzioni scientifiche fino, ovviamente, all'Accademia di Belle Arti».
La gestione del museo sarà affidata solo alla Fondazione o verrà costituito un nuovo soggetto giuridico di cui faranno parte anche gli enti locali?
«È un’altra cosa che stiamo valutando con il ministero, ma credo che il museo sarà sotto la responsabilità diretta della Fondazione. Il prossimo autunno vorrei organizzare un incontro con tutte le istituzioni con cui vorremmo lavorare per capire come agire. La governance è semplice, il meccanismo di coinvolgimento delle istituzioni del territorio, invece, va studiato bene perché deve essere concreto e fattivo».(ro.ci.)
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