L’ex preside Bearzi si occuperà dei profughi

29 Aprile 2016

Crollo Convitto nazionale, il tribunale di Sorveglianza di Udine lo ha posto ai servizi sociali

L’AQUILA. Il tribunale di Sorveglianza di Trieste ha concesso l'affidamento in prova ai servizi sociali di Livio Bearzi, il dirigente scolastico udinese condannato a quattro anni di reclusione per il crollo del Convitto nazionale dell’Aquila, in cui morirono tre studenti minorenni di cui uno di Trasacco. Svolgerà attività di volontariato presso un consorzio che si occupa di accoglienza ai profughi.

La misura era stata concessa in via provvisoria dal magistrato di Sorveglianza di Udine il 23 dicembre scorso al preside, che aveva potuto uscire così dal carcere e tornare nella propria abitazione a Cividale del Friuli (Udine).

«Sono felice di poter proseguire il percorso avviato con l'affidamento provvisorio e iniziare l'attività di volontariato che il Tribunale mi ha autorizzato a svolgere; il mio primo pensiero va alle vittime del terremoto dell'Aquila e ai loro familiari, nonché a tutta la gente dell'Aquila», ha dichiarato Bearzi, ringraziando tutte le persone che in questo periodo gli sono state vicino.

«Siamo molto soddisfatti», ha commentato il suo avvocato Stefano Buonocore, «del risultato raggiunto, all'esito di un lungo iter».

«Il tribunale di Sorveglianza ha valorizzato», ha aggiunto, «il percorso positivo iniziato dal professor Bearzi all'indomani dell'ingresso in carcere e proseguito poi con l'affidamento provvisorio, durante il quale ha dato prova di ottima condotta. Rimane in piedi ora la domanda di grazia al Presidente della Repubblica: l'auspicio è che venga presa in considerazione in tempi brevi».

Nel corso dei processi di primo e secondo grado Bearzi, che all’epoca fu difeso dall’avvocato Paolo Enrico Guidobaldi, si dichiarò sempre innocente sostenendo che comunque non aveva la facoltà di far uscire i ragazzi minorenni ospiti della sua struttura. Per contro la madre del ragazzo di Trasacco affermò che sarebbe bastata una telefonata e sarebbe subito accorsa a prenderlo. Gli altri due ospiti erano stranieri.

Ha poi sostenuto di essere stato fuorviato dalle vecchia commissione Grandi Rischi c sulle possibilità del verificarsi di un forte sisma ma i giudici, compresi quelli di Cassazione, non gli hanno mai dato retta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA