L’ex vicesindaco: «I politici intervistati avevano quasi timore»

23 Maggio 2021

«Un giornalista a tutto tondo. Gianfranco aveva una magnifica qualità di scrittura giornalistica, sintetica quanto incisiva. Non faceva sconti, non vellicava gli intervistati, andava dritto al cuore...

«Un giornalista a tutto tondo. Gianfranco aveva una magnifica qualità di scrittura giornalistica, sintetica quanto incisiva. Non faceva sconti, non vellicava gli intervistati, andava dritto al cuore delle questioni, senza eufemismi, pane al pane vino al vino. I politici avevano quasi timore quando li intervistava. Grande la sua capacità di andare a fondo dei problemi e di chiederne ragione». Il giornalista e scrittore, Goffredo Palmerini, ricorda così l’amico Gianfranco Colacito: «Una penna lucida, puntuta, brillante: pochi aggettivi ma quei pochi affilati come una lama. Ho avuto con Gianfranco un bel rapporto iniziato a metà degli anni Settanta, quando iniziai la mia lunga avventura istituzionale sugli scranni di Palazzo Margherita, consigliere assessore e vicesindaco dell’Aquila. Spesso mi chiamava per avere notizie e riferimenti sui provvedimenti amministrativi al Comune, molte volte sono stato ospite alle sue trasmissioni in Tv. Poteva apparire a volte spigoloso, ma aveva una grande gentilezza d’animo e una rarissima capacità di intuizione. Ha sofferto molto negli ultimi anni per problemi alla vista, ma questo non l’ha sottratto a quello che sentiva come il suo dovere, quello di informare per davvero, lontano dalle veline ma attento ad un’informazione onesta, nel rispetto dei lettori. Grazie, caro Gianfranco, per il tuo esempio di vita e di giornalismo, l’essenza non l'apparenza!».