«L’ho fatto arrestare per gelosia»: falsa violenza, si è inventata tutto

4 Agosto 2022

La donna rinnega le accuse su abusi sessuali e sequestro di persona, il 49enne torna subito in libertà Verità emersa nel corso dell’incidente probatorio davanti al giudice. Ora verrà indagata per calunnia  

AVEZZANO. «Ho mentito e l’ho fatto arrestare per gelosia». Colpo di scena nella vicenda che aveva portato al fermo per sequestro di persona e violenza sessuale un 49enne di Avezzano, F.M., accusato di aver tenuto per una notte sotto scacco la sua ormai ex compagna.
La donna aveva presentato denuncia ai carabinieri che avevano arrestato l’avezzanese. Aveva raccontato di essere stata portata in casa dell’uomo con la forza, per poi essere legata e violentata fino al mattino. La donna ieri mattina si è presentata in tribunale ed è stata ascoltata nel corso dell’incidente probatorio richiesto dalle parti, sia dall’accusa che dalla difesa. Se nonché, proprio davanti al pubblico ministero Ugo Timpano, titolare dell’inchiesta, e al giudice per le indagini preliminari, Daria Lombardi, che aveva disposto l’arresto prima in carcere e poi ai domiciliari, la donna ha ritrattato l’aggressione e la violenza nei suoi confronti. Accuse che sarebbero state mosse «per motivi di gelosia». La donna, parlando sotto giuramento davanti alle parti, ha affermato che non c’è stata aggressione, così com’è falso il sequestro nella casa di lui. Proprio alla luce di queste dichiarazioni, il gip ha deciso, su richiesta della difesa, di scarcerare F.M., rimesso subito in libertà. Al centro delle indagini preliminari c’era anche una lettera scritta dalla donna in cui avrebbe ritrattato quanto affermato nella denuncia.
I fatti risalgono a inizio giugno quando i carabinieri erano intervenuti dopo la richiesta di aiuto arrivata dalla avezzanese che sosteneva di essere già esasperata dalle continue vessazioni da parte del 49enne. Aveva raccontato di essere stata legata e rinchiusa per un’intera notte nell’abitazione dell’uomo che l’aveva costretta a subire minacce e abusi di vario genere. Secondo il suo iniziale racconto, al termine di una serata in un locale i due, che si frequentavano da tempo, avrebbero raggiunto l’abitazione dell’uomo. Ed è qui che, secondo quanto inizialmente affermato, sarebbe avvenuto lo stupro. Solo al mattino la donna, sempre secondo l’iniziale denuncia, sarebbe riuscita a liberarsi, raggiungendo subito la caserma dei carabinieri per raccontare di violenze subite in quella notte da incubo. Ora invece è lei che rischia una incriminazione d’ufficio per falsa testimonianza o per calunnia. L’avvocato Antonio Pascale, difensore dell’indagato, si dice soddisfatto dell’esito della vicenda affermando di aver «sempre creduto all’innocenza dell’accusato». «Ero certo», ha aggiunto il legale, «che nel corso dell’incidente probatorio sarebbe venuta alla luce la verità. Per questo motivo ho chiesto e ottenuto la scarcerazione dai domiciliari per il mio assistito che è stato rimesso subito in libertà».
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