L’impegno di Poste Italiane nella città distrutta: l’8 aprile uffici già attivi

L’AQUILA. Dieci anni dopo il tragico evento Poste Italiane ripercorre gli interventi per L’Aquila. All’indomani del sisma Poste si mise in moto per aiutare la popolazione colpita dal terremoto....
L’AQUILA. Dieci anni dopo il tragico evento Poste Italiane ripercorre gli interventi per L’Aquila. All’indomani del sisma Poste si mise in moto per aiutare la popolazione colpita dal terremoto. «Venne subito attivata e riunita in modo permanente una unità di crisi presso la sede centrale di Roma, per il tempestivo ripristino della funzionalità di uffici e strutture logistiche. L’obiettivo era accompagnare le popolazioni e i territori verso il graduale ritorno alla normalità», affermano i responsabili di Poste Italiane. «La mattina del 7 aprile cinque Tir aziendali arrivarono nel capoluogo per consegnare migliaia di tende nelle quali ospitare i senzatetto. L’8 aprile sul territorio erano già operativi dieci uffici postali mobili per garantire la disponibilità di contante e offrire tutti i servizi ai cittadini rimasti privi del loro ufficio postale di riferimento. I primi uffici postali mobili vennero dislocati nelle vicinanze delle tendopoli allestite a piazza d’Armi, Centi Colella, Acquasanta, basilica di Collemaggio, Paganica, Pagliare di Sassa, multisala Garden a Monticchio e a San Demetrio».
«Il 14 aprile», scrive Poste, «riprendeva il servizio di recapito nelle frazioni e nei centri del circondario e dal giorno successivo la consegna era garantita anche all’Aquila». «Ci fu una mobilitazione straordinaria di risorse e di mezzi da Roma e Pescara», ricorda Isabella Santucci, direttrice del Centro di Recapito di Centi Colella fino al mese scorso. «Vennero allestiti casellari all’esterno del centro di distribuzione e i portalettere andavano a cercare le persone, prima nelle tendopoli, poi nei Map e nel Progetto Case». Testimonianze dirette di quell’esperienza arrivano dalle portalettere Alessandra Marcantonio e Anna Scimia (nelle foto) in questi anni a servizio della cosiddetta “zona rossa”. «Quando abbiamo ricominciato a consegnare la posta nel centro dell’Aquila è stato come ritrovare un po’ di normalità», racconta Anna. «C’è ancora molto da fare, ma finalmente qualche famiglia sta tornando ad abitare in centro. Noi cerchiamo di aiutare le persone come possiamo e lo facciamo volentieri». A dieci anni dal sisma «la città è in continua evoluzione», proseguono le portalettere, «e, per il recapito, comporta non poche difficoltà. Ci sono moltissimi cantieri e ai portalettere è richiesto un impegno aggiuntivo per raggiungere alcune strade del centro. Un accordo tra il Comune e Poste Italiane ci permette di circolare con le auto nella zona rossa e questo, almeno in parte, agevola le consegne».

