L’industria dei matrimoni in crisi: «Siamo dimenticati, solo disdette»

6 Maggio 2021

I ristoratori: «Alcune coppie hanno spostato la data tre volte. Banchetti ridotti da 100 a 20 invitati» Dai regali ai fiori, fatturati crollati del 40%: «Una situazione drammatica, viviamo nell’incertezza»  

AVEZZANO. Il fatidico sì è sempre più travagliato, anche per le coppie marsicane, e l’industria dei matrimoni è in profondo rosso. Non va meglio per le altre cerimonie, come le cresime.
Gli operatori del settore, dai ristoratori ai fotografi, sono sull’orlo della disperazione, fermi da un anno. E aspettano il prossimo 15 maggio, giorno in cui il governo dovrebbe pronunciarsi sull’organizzazione futura degli eventi.
BANCHETTI PER POCHI INTIMI. Il decreto governativo non permette di svolgere eventi con più di 30 persone – fino al 31 luglio – e al momento i ristoranti sono alle prese con continui rinvii. «Il nuovo Dpcm è stato l’ennesimo colpo basso del governo», commenta Italo Paris del ristorante Guerrinuccio di Celano, «i banchetti sono stati limitati a 30 persone e quindi tutte le cerimonie, non solo matrimoni ma anche comunioni e cresime, sono state spostate o annullate. Ci sono sposi che sono arrivati a spostare anche tre volte la data e c’è già chi, nell’incertezza totale, ha prenotato per il prossimo anno».
Anche Marco Antonelli del Napoleone di Avezzano è sconfortato. «Avevamo molti banchetti fissati», precisa, «tanti hanno rimandato e alcuni hanno ridotto da 100 a 20 invitati. Qualche matrimonio è fermo e gli sposi non sanno che cosa fare. Sono rimasti in pochi a resistere e a voler aspettare. Siamo disperati».
QUEI REGALI BLOCCATI. Anche le liste nozze sono bloccate. «Siamo completamente fermi», racconta Annamaria Casaccia, dell’omonimo negozio di casalinghi, «negli anni scorsi partivamo da febbraio e a maggio era già tutto pronto. I primi matrimoni si tenevano a fine marzo e poi, spediti, fino a fine settembre. Siamo paralizzati, neanche un ordine».
Oltre ai regali, i futuri sposi hanno rinunciato anche ad addobbi e bouquet.
«Avevamo 30 matrimoni, solo tre ci sono stati confermati», afferma Michela Torti, wedding designer, professionista del settore matrimoniale, «abbiamo detto a tutti gli sposi di risentirci dopo il 16 maggio, finora abbiamo perso il 40% degli ordini. Altrettanti lo scorso anno». Per Katia Paciotti della Casa della bomboniera «la situazione è drammatica. Molti matrimoni sono stati rinviati al 2022, alcuni proprio cancellati. Siamo stati chiusi ad aprile, ora abbiamo riaperto, ma c’è solo qualche ordine per le comunioni. Abbiamo il magazzino pieno e non sappiamo come fare».
LE TROPPE INCERTEZZE. «È un anno pieno di incertezze e il governo ci sta ignorando», sottolinea Monia Murzilli, wedding planner, curatrice di eventi, «abbiamo bisogno di indicazioni perché questa importante industria deve continuare. Molti fornitori scompariranno perché non hanno possibilità di andare avanti. È importante anche chiarire la definizione del pass sia per chi entra in Italia sia per chi deve partecipare a un evento. Con il pass si potrebbe vivere la festa». Non va meglio con gli abiti da cerimonia. «I matrimoni di maggio e giugno sono tutti rinviati», evidenzia Roberta De Simone del Centro Sposi Abruzzo, «tanti stanno scegliendo di sposarsi in estate, ma con meno persone. L’area cerimonia, invece, sta pian piano ripartendo». Margherita De Rosa, fotografa di Luco, sta riscontrando che «c’è un grande desiderio di festeggiare, non come si faceva prima della pandemia, e c’è bisogno di stare insieme. Abbiamo un buon rapporto con i clienti, stiamo consigliando a tutti di aspettare metà mese e decidere sul da fare».