L’industria marsicana riapre i battenti

5 Maggio 2020

Tangredi (Fim): «Bene le grandi aziende, ma resta la preoccupazione per le piccole imprese che fanno fatica a ripartire»

AVEZZANO. Il mondo dell’industria marsicana pronto a ripartire con la Fase due. L’emergenza coronavirus ha rivoluzionato il settore del lavoro nel territorio e spinto tante aziende a far ricorso alla cassa integrazione per poter gestire il difficile momento. Da ieri, però, qualcosa è tornato a muoversi e alcune aziende che avevano chiuso temporaneamente hanno riaperto mentre altre che avevano fatto ricorso agli ammortizzatori sociali sono ripartite, seppur in parte. In LFoundry la discussione tra azienda e sindacato è ancora aperta.
La cassa integrazione richiesta grazie al decreto “Cura Italia” sta per finire e la proprietà ha già annunciato di voler far ricorso nuovamente ai contratti di solidarietà attivati nel dicembre 2018. Questa mattina alle 10 all’auditorium dello stabilimento dove si producono memorie volatili ci sarà un confronto tra le parti con l’obiettivo di trovare una strada che possa tutelare i 1.500 dipendenti.
Alla Fiamm gran parte dei 400 dipendenti sono al lavoro ma la cassa integrazione è ancora attiva. L’azienda, che produce batterie per auto e industriali, ha distribuito il personale in diversi turni per fare in modo che non ci siano assembramenti e lasciato gli impiegati a casa in smart working. «La Marsica che lavora di fatto non si è mai completamente fermata», ha ricordato Antonello Tangredi, segretario territoriale Fim-Cisl, «le grandi aziende, anche usufruendo della cassa integrazione, hanno organizzato il lavoro in sicurezza dando la possibilità a un numero limitato di dipendenti di essere in fabbrica. La nostra preoccupazione è per le piccole imprese, quelle che faranno più fatica a ripartire. Tra queste c’è sicuramente un'eccezione come la Silver service che dopo qualche settimana di cassa è ripartita».
Sono tornati ieri al lavoro i 170 dipendenti della Kromoss di Aielli. L’azienda, che si occupa di profilati di alluminio, era stata chiusa anche a causa del crollo delle commesse dovuto all’emergenza coronavirus. Ha ripreso a lavorare anche grazie a una riorganizzazione del sito in base a quanto previsto dalle normative vigenti.
Hanno riaperto anche la Hydro di Aielli, con i suoi 70 lavoratori, e la Assut Europe spa di Magliano de’ Marsi che però ha ancora qualche settimana di cassa. L’area produttiva è stata rivista per permettere agli oltre 100 dipendenti di muoversi con sicurezza negli spazi a disposizione. «Possiamo dire che la Marsica è ripartita», ha spiegato Angelo Gallotti, segretario provinciale Uilm-Uil, «stiamo aspettando l’attivazione di un altro periodo di cassa integrazione e nel frattempo tante stanno terminando quelle ancora in vigore. Tutto sommato, però, abbiamo registrato una gran voglia di ripartire anche da parte di quelle aziende che sono state ferme completamente. Quello che abbiamo chiesto è stato di non abbassare la guardia e di continuare a vigilare accuratamente sulla sicurezza dei dipendenti».
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