L’invasione dei cinghiali: danni per 1,3 milioni Ortucchio è il più colpito

La stima: 18mila esemplari in provincia, 7mila soltanto nella Marsica Abbattimenti per ridurre le incursioni nei campi e gli incidenti stradali
ORTUCCHIO. Una popolazione di diciottomila cinghiali in provincia dell’Aquila, settemila soltanto nel territorio della Marsica. Sono numeri importanti, in crescita e che preoccupano, quelli stimati dalla Regione Abruzzo e indicati nel disciplinare che dà il via alla caccia al cinghiale. «L’obiettivo primario è la riduzione del danno alle produzioni agricole e degli incidenti stradali», si legge nell’incipit del corposo documento preparato dai tecnici dell’assessorato regionale alla caccia guidato da Emanuele Imprudente. Del resto negli ultimi tre anni (dal 2019 al 2021) nell’Aquilano ci sono state 451 invasioni dei cinghiali nelle coltivazioni. Il Comune più colpito di tutti in provincia – e tra i più colpiti in regione – è quello di Ortucchio. Dati particolarmente preoccupanti anche a Tagliacozzo e a Pescina. E poi ci sono gli incidenti stradali provocati dai cinghiali: 72 in provincia nello stesso triennio, numero raddoppiato rispetto agli anni precedenti. Tra le strade più a rischio, secondo la Regione, c’è il tratto di strada regionale 70 all’altezza dei Magliano de’ Marsi. Vediamo nel dettaglio i dati e la geografia dei danni provocati dai cinghiali.
I DANNI ALLE COLTIVAZIONI
Secondo il disciplinare, le 451 invasioni di cinghiali nelle coltivazioni dell’Aquilano nell’ultimo triennio hanno provocato danni alle produzioni agricole per poco meno di 1,2 milioni di euro. Da soli, i 24 casi nel territorio del Comune di Ortucchio amministrato dal sindaco Raffaele Favoriti – alle porte del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise – hanno prodotto 102mila euro di danni: cifra da record assoluto in provincia. Basti pensare che il territorio dell’Aquila, immensamente più esteso, ha avuto danni per 73mila euro, con 22 incursioni censite dal 2019 al 2021. Di nuovo nella Marsica, al terzo posto c’è Tagliacozzo: 21 casi nel triennio, con poco meno di 50mila euro di danni. Tra i dieci Comuni più colpiti in provincia ci sono puoi anche quelli di Introdacqua, Castel di Sangro, Pettorano sul Gizio, Bugnara, Corfinio, Raiano e Pescina.
GLI INCIDENTI STRADALI
I 72 incidenti stradali causati dai cinghiali in provincia nell’ultimo triennio hanno costretto la Regione a liquidare 133mila euro di risarcimenti. L’anno peggiore è stato quello subito prima della pandemia da Covid: nel 2019 26 sinistri. E nel triennio i sinistri sono raddoppiati rispetto agli anni precedenti, segno che la popolazione di cinghiali sta crescendo e si sta spostando.
Tra i tratti critici con più incidenti, lo studio ne segnala due lungo la Strada Regionale 70, prima e dopo l’abitato di Magliano de’ Marsi, fino a Cappelle de’ Marsi. Nel resto della provincia viene poi segnalato il tratto di Statale 17 tra Pettorano sul Gizio e Roccaraso, che comprende l’altopiano delle Cinquemiglia. E ancora l’area tra l’abitato di Popoli e quello di Sulmona, in particolare intorno alle Statali 5 e 17. Poi lungo la Regionale 479: all’intersezione con la Regionale 83, ad Anversa degli Abruzzi e presso l’abitato di Villalago e il lago di Scanno. Criticità anche sulla Statale 153 a Capestrano, al confine con il Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. E ancora nell’area della Statale 17 tra Poggio Picenze e Barisciano, al confine dello stesso Parco. Infine, tanti incidenti si sono registrati anche sulla Provinciale 38, nell’abitato di Fontavignone, frazione del Comune di Rocca di Mezzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

