L’ira dei negozianti di via XX Settembre: «Sommersi dai rifiuti»

Cassonetti da rimuovere, la protesta contro il Comune «L’assessore Verdecchia non ha mantenuto le promesse»
AVEZZANO. «Siringhe a terra, sacconi neri strabordanti di immondizia e marciapiedi rotti e a noi vengono a parlare di decoro urbano e igiene». Angela Anselmi, che insieme al marito e al cognato gestisce il bar Texas in piazza Castello ad Avezzano, dopo l’ordine del Comune di collocare i secchi all’interno del bar punta il dito contro l’amministrazione. «Un anno fa», spiega, «l’assessore Roberto Verdecchia ci parlò di casettine di legno che sarebbero state sistemate in zone di raccolta o sui marciapiedi. Che fine ha fatto quel progetto?».
Ieri mattina, Mauro Chiaravalle, titolare dell’attività commerciale insieme al fratello Amedeo, per provocazione ha sistemato per qualche minuto i secchioni dentro il locale. Identica la reazione di ogni cliente entrato in quel momento. «Non è possibile una cosa del genere, mica si può prendere il caffè o mangiare un cornetto sui cassonetti dell’immondizia!».
«Siamo già disperati per tutte le tasse che ci tocca pagare», continua Anselmi, «solo la prima rata della Tari ammonta a più di 500 euro. Adesso arriva anche il problema dei cassonetti. Qui si rischia di abbassare le saracinesche!».
«E non ci venissero a dire che si tratta di decoro e igiene», incalza, «ogni mattina che arrivo al bar trovo sporcizia sui marciapiedi. Sotto i condomini rimangono ammucchiate decine di secchi e anche bustoni rotti dagli animali. L’altra mattina un’anziana è caduta e si è rotta un femore per via del marciapiede rotto. Di fronte al castello è pieno di siringhe. Abbiamo chiesto l’intervento del Comune per rimuoverle ma le siringhe rimangono lì giorni e giorni». Poi la signora Anselmi alza il coperchio del cassonetto e dice: «Non accettiamo nemmeno di essere additati come quelli che hanno preso cassonetti più grandi del dovuto, produciamo tanta immondizia è una realtà».
«Siamo anche disponibili a pagare il prezzo di nuovi secchi o di casettine di legno come ci era stato promesso» vanno avanti Antonella Torti del negozio Hobby acqua e Gino Buffone della calzoleria Moderna, «ma che ci spiegassero loro come dobbiamo comportarci. Nemmeno a noi piace avere marciapiedi sporchi e in disordine, ma è stato il Comune che ci ha fatto mettere i secchi fuori dai locali. Almeno prima c’erano i cassonetti. Predisponendo dei centri di raccolta comunque si farebbe la differenziata».
«Siamo anche disponibili a togliere i secchi», conclude Marco Cornacchia, titolare del bar Castello, «ma pretendiamo che poi tutte le sere passino a raccogliere ogni categoria di rifiuto. Dall’umido alla carta a tutto il resto».
Magda Tirabassi
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