«L’istituto De Nino-Morandi torni in città»

9 Giugno 2017

L’appello del vescovo Spina: non serve protestare ma trovare soluzioni per non impoverire Sulmona

SULMONA. Trovare una soluzione che riporti gli studenti in città e allevi i disagi delle famiglie, dei professori e dei gestori delle attività economiche limitrofe alla scuola. A sorpresa, nell’assemblea al Centro pastorale del comitato che si batte per la riapertura del De Nino-Morandi, è stato il vescovo Angelo Spina a lanciare un appello affinché gli studenti tornino in città. La scuola di via D’Andrea è stata chiusa ad ottobre 2014 dopo i sigilli della Guardia di finanza sulle opere di ristrutturazione sismica realizzate, questo il sospetto, non a norma. Il dissequestro è arrivato alla fine del mese scorso, dopo l'intermediazione con la Procura della Repubblica dell’Aquila del comitato di ex docenti, guidato da Franco D’Amico. «Lo spirito di cittadinanza attiva deve aiutarci a risolvere i problemi con la calma e la pacatezza che occorrono», ha esordito il vescovo complimentandosi coi ragazzi che hanno realizzato un video sulla scuola. «Io non voglio entrare nelle questioni tecniche», ha aggiunto, «ma mi sento di dire che occorre una soluzione per far tornare gli studenti in città, per limitare loro i disagi del viaggio, venire incontro alle esigenze di famiglie e insegnanti e delle attività commerciali nei pressi dell’istituto». Tra rimpalli burocratici e lungaggini della giustizia, i circa 400 studenti degli istituti per geometri e ragionieri sono stati trasferiti da tre anni all’Iti di Pratola, tra le proteste dei genitori, degli stessi alunni e dei commercianti che gestiscono attività nei pressi della struttura sotto sequestro. Sono ingenti, infatti, gli incassi persi da bar, tabaccherie, cartolerie e librerie sorte proprio intorno alla scuola. Resta, inoltre, in abbandono il piazzale dell’istituto, con vetri rotti, erbacce e sporcizia accumulati in tre anni di chiusura. «Non bisogna protestare», ha continuato il vescovo, «ma trovare soluzioni che non impoveriscano Sulmona». Nel corso dell’assemblea la consigliere Roberta Salvati ha proposto come sede alternativa l’ex convento di Santa Caterina. Nel frattempo, la Provincia, d’intesa con il Comune, sta portando avanti l’accordo con il Provveditorato alle Opere pubbliche che sarà soggetto attuatore dei lavori. E mentre l'assessore Mario Sinibaldi suggerisce un appalto semplificato, D’Amico sollecita lo scorrimento della graduatoria con la seconda ditta che si era detta pronta a terminare i lavori in tre mesi.
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