L’obbligo del vaccino diventa spettacolo
“Il Decreto”, di David Gramiccioli, verrà presentato all’Aquila dal Teatro Artistico d’Inchiesta
L’AQUILA. Obbligo vaccinale o libertà di scelta? Il dibattito è ancora aperto. Per stimolare una riflessione, la compagnia del Teatro Artistico d'Inchiesta sta portando in giro per l'Italia “Il Decreto”, discusso e controverso spettacolo sulla vicenda.
L'appuntamento è per sabato 28 aprile alle 18. Un lavoro che nasce per raccontare un’importante vicenda che ha scosso il Paese e che ha innescato, anche all'Aquila, un impressionante movimento spontaneo di opinione pubblica, capace di svilupparsi al di fuori delle ordinarie dinamiche politiche e sociali. Il punto di partenza della riflessione è il decreto Lorenzin.
«Con l’inizio del racconto ci si sposta indietro nel tempo», viene spiegato nelle note di presentazione. «È il 2009, due donne coraggiose anticipano e precorrono i tempi in una visione lucida e competente. Con loro si avvia la narrazione volta a rafforzare, in tutto il suo sviluppo e fino ai nostri giorni, l’importanza del progresso e della scienza, quest’ultima quale umile interrogante della realtà. Mai in disaccordo con le conquiste scientifiche anzi, apertamente pro scienza, sempre nel rispetto di una lettura degli accadimenti supportata da documentazione e dal rigore narrativo, l’opera è un intreccio di fatti e accadimenti che non sfiorano argomentazioni tecniche o mediche, ma che ricostruiscono la storia del decreto». Così, in un quadro composito, «i fatti del passato tornano prepotentemente come attualità suggerendoci una via interpretativa, svelata dalla costruzione narrativa raffinata e profonda di David Gramiccioli, per dare corpo e significato alla necessità di difendere il nostro ruolo di uomini, di genitori e di cittadini. L’opera», si legge ancora, «è uno strumento di riflessione per tutti coloro che avranno, in coscienza, l’interesse a darsi una risposta, non del tutto scontata, che anche la salute, prima di essere tradotta in articoli di legge, è un diritto che deve essere garantito a tutti, indistintamente».
All'Aquila, lo spettacolo è arrivato per iniziativa del gruppo “I genitori aquilani per la libertà di scelta vaccinale”. Spesso, nel presentare lo spettacolo, Gramiccioli – già Premio per i Diritti umani nel 2012 – ricorda la figura del giudice Ferdinando Imposimato, scomparso da poco. Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, si è occupato di lotta al terrorismo oltre che alla camorra e alla mafia (è stato giudice istruttore sia nel processo del rapimento di Aldo Moro nel 1978, che dell’attentato a Giovanni Paolo II nel 1981).
«Negli ultimi anni di vita», ha ricordato Gramiccioli, «ha sostenuto le posizioni delle famiglie critiche verso l’obbligo vaccinale, per questo è stato isolato. Il figlio di Imposimato ha detto: “mio padre è stato un uomo di legge, ma è morto fuorilegge”».
Dieci euro il costo del biglietto. (fab.i.)
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