L’omaggio della corsa ai territori devastati

16 Maggio 2021

Il percorso attraversa anche alcuni dei principali centri danneggiati dalle scosse del 2016

L’AQUILA. Il Giro nel Centro Italia tocca 23 comuni del cratere sismico 2016. Quindici i centri attraversati dalla tappa Frasassi-Ascoli Piceno (nelle province di Ancona, Macerata, Perugia e Ascoli Piceno: Fabriano, Cerreto d’Esi, Matelica, Castelraimondo, Camerino, Muccia, Pieve Torina, Valfornace, Visso, Ussita, Castel Sant’Angelo sul Nera, Castelluccio di Norcia, Arquata del Tronto, Acquasanta Terme e Ascoli Piceno), e otto quelli toccati dalla L’Aquila-Foligno di domani (Antrodoco, Cittaducale, Rivodutri, Rieti, Borgo Velino, Castelsant’Angelo, nel Lazio, e Arrone e Spoleto in Umbria).
La corsa rosa torna dunque nel cuore dell’area colpita dai terremoti. Nei comuni marchigiani – come informa l’ufficio del commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini – sono stati censiti 19mila edifici inagibili, la maggior parte dei quali con danno grave. Altri 2mila sono gli edifici inagibili nei comuni attraversati dalla tappa dall’Aquila a Foligno. Rispetto al 2018, quando il Giro attraversò parte del cratere, «oggi la situazione è ben diversa, perché la ricostruzione è effettivamente partita. Le domande di contributo presentate nei 23 comuni del cratere toccati dal Giro, sono oggi, infatti, circa 5.200, con 2.540 richieste già approvate, e l’apertura di altrettanti cantieri di lavoro. Di questi circa la metà, 1.210 si sono conclusi con la consegna delle abitazioni alle famiglie che le abitavano. In tutto il cratere sisma 2016, che comprende 138 comuni tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, le abitazioni inagibili sono 80mila. Le domande di contributo già presentate sono 20mila, delle quali circa la metà nel solo 2020, quelle approvate circa 10mila, con una fortissima accelerazione nei primi mesi dell’anno. Sono in corso i lavori in circa 5mila cantieri della ricostruzione privata, 4.650 gli interventi conclusi.