L’opposizione al sindaco: si deve dimettere

9 Gennaio 2019

Documento dei gruppi di minoranza in consiglio comunale contro i fatti del 5 gennaio durante la Fiera

L’AQUILA. «Il 5 gennaio 2019 è stato una vera e propria Caporetto del rispetto istituzionale e del buonsenso, determinata dall’irresponsabilità del ministro dell’Interno, del sindaco e dell’amministrazione comunale, che oltretutto continua a dimostrarsi divisa e inconcludente, come è attestato dall'ennesima seduta di consiglio comunale, interrotta per mancanza di numero legale».
L’intervento è dei 13 consiglieri comunali di opposizione: Stefano Albano, Stefano Palumbo, Elisabetta Vicini, Carla Cimoroni, Lelio De Santis, Edlira Banushai (consigliere straniero), Paolo Romano, Americo Di Benedetto, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio, Angelo Mancini, Giustino Masciocco.
«Non c’è nulla da obiettare sul fatto che il leader di un partito come Matteo Salvini venga in città a incontrare gli iscritti del suo movimento. Rimane invece da denunciare l’atteggiamento di chi, coscientemente, sfrutta la mobilitazione festosa di una città per un appuntamento che con la politica non ha nulla a che fare e per cercare la provocazione e lo scontro, che è puntualmente degenerato. Gravissimo che i rappresentanti della Lega abbiano avallato questa strategia», proseguono i consiglieri, «persino al massimo livello amministrativo cittadino, visto che un loro esponente di spicco, Emanuele Imprudente, detiene la delega alla Sicurezza urbana. Una delega e una responsabilità che sono evidentemente passati in secondo piano: davanti all’alternativa se assecondare la strategia del capo o tutelare la serenità degli aquilani, si è scelta senza indugio la prima opzione. Sull’aspetto politico del comizio di Salvini, crediamo che più di ogni altra cosa parli, paradossalmente, ciò che non è stato detto: il ministro aveva di fronte una città alle prese con mille problemi, che risultano aggravati da quando si è insediato il governo in carica. La vicenda della restituzione delle tasse è ben lontana dall’essere stata risolta, la questione del bilancio da riequilibrare pende minacciosa come una spada di Damocle, la ricostruzione è bloccata. Salvini non ha fornito sabato nemmeno un accenno ai problemi che ha contribuito a creare ad aggravare, preferendo la solita poltiglia populista, buona per lui, evidentemente, per tutte le città e tutti i territori. Ma L’Aquila ha bisogno di ben altro». E, infine, sul sindaco: «Biondi farebbe bene a dimettersi».
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