L’opposizione: «Cialente sindaco zerbino»

14 Agosto 2015

De Matteis: il Pd incapace di sostenere gli interessi della città di cui D’Alfonso è certamente nemico

L’AQUILA. Con la questione Istituzione sinfonica praticamente al punto di partenza e l’incertezza sui fondi a sostegno di molte altre istituzioni e iniziative culturali del capoluogo, a partire dalla Perdonanza, per l’opposizione in consiglio comunale è fin troppo facile attaccare gli esponenti del Pd cittadino, definendoli «incapaci di sostenere gli interessi della città al di fuori delle quattro mura. Giorgio De Matteis (nella foto), Luigi D’Eramo ed Emanuele Imprudente – consiglieri comunali di L’Aquila città aperta – insieme a Guido Liris, capogruppo di Forza Italia, parlano di Massimo Cialente come di un «sindaco zerbino», in un contesto in cui «all’Emiciclo vengono portate avanti scelte ben lontane dagli interessi della nostra gente. D’Alfonso amico degli aquilani?Tutt’altro», dice Imprudente. « Noi qui lo vediamo più che altro come un nemico, uno che da una parte ti propone la legge “L’Aquila capoluogo”, un contenitore vuoto che vale poco e niente, e dall’altra orienta tutte le scelte strategiche altrove». Per i consiglieri di opposizione, il contesto politico è questo: «I rappresentanti aquilani del Pd si sono rivelati totalmente inadeguati in un momento di totale sbando, anche per la maggioranza, all’Emiciclo». Da qui l’affondo. «Se questioni culturali hanno provocato queste spaccature», valuta De Matteis, «figuriamoci quando si dovrà discutere di importanti variazioni di bilancio». Del resto, per De Matteis, «le crisi all’Emiciclo si ricompongono solo perché molti consiglieri sono attaccati alla poltrona. Ma questo governo regionale si dimostra incapace di girare pagina rispetto a fasi delicate come quella, ad esempio, del commissariamento della sanità. Il sindaco è sparito lasciando cadere sul tavolo dell’Emiciclo due questioni importanti come l’Isa e il contributo per la Perdonanza», sottolinea De Matteis. «Di fatto, risorse per 80mila euro da destinare all’evento celestiniano erano state inserite nello stesso emendamento dell’Istituzione sinfonica. Tutto perso per strada». L’ex vicepresidente vicario del consiglio regionale ricorda che «tutti sapevano dell’Isa. Un problema peraltro non isolato, visto che le difficoltà che ha la Sinfonica interessano anche altri enti culturali regionali che hanno accesso al Fondo unico per lo spettacolo. A questo punto bisogna capire se chi prende i soldi del Fus ha i titoli e il diritto per farlo. Bisogna fare una razionalizzazione». La questione è anche relativa al peso della rappresentanza politica: «All’Aquila abbiamo due senatrici», prosegue, «una – la Blundo) che vive in un mondo parallelo, l’altra che va in giro per l’Italia a fare spettacoli per le feste estive. Tutto questo, mentre il sindaco continua ad aspettare prima Renzi, ora Mattarella…. si arriverà così ad attendere Papa Francesco o Ban Ki-Moon». Per Liris, infine, «c’è un governo regionale che ritiene di aver già dato tanto all’Aquila e che reputa che, con Abruzzo Engineering, abbia esaudito tutte le istanze».

Fabio Iuliano

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