L’opposizione contesta il piano: «Biondi senza una vera strategia»

Romano: «Persino i bimbi nati nel 2017 fanno lezione nei Musp». Pezzopane: «Manca un’idea di città» Le minoranze rilanciano con sottoservizi, ricostruzione delle frazioni, scuole e parcheggi in centro
L'AQUILA. «Nessuna vera priorità», «scadenze riproposte», «strategia assente». Le dieci azioni indicate sul Centro come prioritarie per il 2023 dal sindaco Pierluigi Biondi non sembrano convincere i consiglieri di opposizione, riguardo a tempi e modalità.
COSA MANCA
«Considerare priorità opere già appaltate è un imbroglio lessicale», sottolinea Paolo Romano di L’Aquila Nuova. «In tal caso, “comanda” il contratto stipulato. Semmai il sindaco dovrebbe parlare di preoccupazione per il rispetto dei tempi. È invece pazzesco come non indichi come priorità il tunnel dei sottoservizi (secondo stralcio appaltato dal 2017 e mai avviato), la ricostruzione privata delle frazioni (oggetto di campagna elettorale), la realizzazione di parcheggi a servizio del centro storico, la cui carenza fa di esso una giungla». Romano denuncia anche il «vergognoso deficit di servizi essenziali per i pellegrini e col prato sottosopra. Ma quello che fa più male è sapere che persino i bambini nati nel 2017, anno della prima giunta di centrodestra, iniziano il loro percorso di studi tra i banchi di un Musp».
LE IDEE
«Con tutte le buone intenzioni», valuta Stefania Pezzopane (Pd), «scorro queste cosiddette priorità e quello che emerge è che manca una idea di città, manca la volontà di trovare una nuova armonia tra centro storico, quartieri periferici e paesi. Siamo di fronte a uno sciatto elenco di questioni, alcune delle quali testimoniamo un ritardo colpevole del sindaco e della giunta: penso alle scuole, nonostante le chiacchiere, i soldi in cassa e le deroghe, gli studenti continuano a stare nei moduli provvisori. E poi Palazzo Margherita», aggiunge «con la finta inaugurazione in campagna elettorale costata 80mila euro, slitta ancora di mesi a ogni annuncio. E il ponte? Smontato senza soluzione di continuità. La verità è che senza un disegno tutti quei fondi del Pnrr piovuti sul Comune grazie al centrosinistra e con l’opposizione in Parlamento del partito del sindaco, sono destinati senza un progetto integrato».
SCADENZE
Il compagno di partito Stefano Palumbo ricorda che «molti obiettivi sono stati semplicemente traslati di un anno, a partire dal ponte Belvedere da realizzare entro il 2022, passando per Palazzo Margherita. All'Aquila, poi, ci sono opere di ricostruzione pubblica per 400 milioni ancora al palo, si pensi al Cinema Massimo, al PalaJapan e via dicendo. Infine, la situazione del Pnrr, ove, fatta eccezione per iniziative nazionali, restano microprogetti senza strategia».
PNRR
«Proprio sul Pnrr, il movimento Passo Possibile è sempre stato molto critico sulla gestione da parte dell’amministrazione. «Ad oggi la straordinaria opportunità concessa dal governo», valuta il consigliere Alessandro Tomassoni, «è stata ancora recepita e derubricata dall’amministrazione comunale o ad una mera azione riempitiva e compilativa, una sorta di copiato senza tema, o all’utilizzo dei fondi previsti per i soliti ambiti». Ritardi rilevati nei sottoservizi, sul Museo Perdonanza, negli interventi sulle scuole, porta Leoni e ponte Belvedere.
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