L’opposizione: una fine annunciata E Masci rincara: esperienza nefasta

SULMONA. Chi si aspettava un consiglio comunale infuocato è rimasto deluso. Il colpo di scena finale c’è stato ma era stato ampiamente annunciato. Dovevano volare gli stracci tant’è che la polizia...
SULMONA. Chi si aspettava un consiglio comunale infuocato è rimasto deluso. Il colpo di scena finale c’è stato ma era stato ampiamente annunciato. Dovevano volare gli stracci tant’è che la polizia municipale era pronta ad intervenire per riportare la calma in aula. Niente di tutto questo, anzi, la cosa che ha colpito di più e che lo stesso sindaco ha sottolineato, è stata la tranquillità e la calma con cui è andata avanti la discussione sulla crisi tra maggioranza e opposizione. La seduta si è aperta con un minuto di raccoglimento chiesto dal consigliere del M5S Angelo D’Aloisio, in memoria di Michele Del Signore, esponente della sinistra e del Pd, per tanti anni a palazzo San Francesco anche come assessore. Poi dopo la discussione dei primi sei punti all’ordine del giorno tra cui le variazioni di bilancio sul liceo classico, sul parcheggio di Santa Chiara e la convenzione con l’Arap per la nuova illuminazione del nucleo industriale, votati tutti all’unanimità, si è aperta la discussione sulla crisi politica. Il primo a prendere la parola è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Vittorio Masci che ha ripercorso le tappe della crisi in cui si è aggrovigliata la maggioranza. «Da un anno siamo senza assessore alla cultura e al turismo per una città vocata a turismo e cultura. Troppi, tanti litigi tra chi avrebbe dovuto solo pensare ad amministrare. Mi chiedo: dopo questa esperienza nefasta, in questa città non so proprio chi andrà a votare e chi andrà a candidarsi». Per il capogruppo del Pd, Mimmo Di Benedetto, si è invece trattato di una crisi legata ai numeri. «Da maggioranza che eravamo siamo diventati minoranza, ma solo perché qualcuno è passato dall’altra parte per il fatto di non vedere soddisfatte le proprie ambizioni personali». Parole che hanno scatenato la reazione di Caterina Di Rienzo che si è sentita colpita in maniera diretta dalle affermazione del capogruppo del Pd. «Mi sembra una crisi politico-psichiatrica. Voglio ricordare a Di Benedetto», ha detto Di Rienzo, «che noi non abbiamo aziende che hanno vinto appalti in Comune nei nostri studi professionali». «Se dobbiamo trovare delle responsabilità, dobbiamo rivolgere lo sguardo solo sul sindaco», ha detto deciso il civico Franco Di Rocco. «Tutti hanno meriti e responsabilità. Nessuno si può chiamare fuori. È una crisi politica e non certamente di numeri. Una macelleria politica che ha distrutto ciò che tante buone persone hanno costruito», ha sottolineato nel suo lungo intervento Teresa Nannarone, chiedendo ed ottenendo un minuto di silenzio per i bimbi uccisi a Gaza. Momento di commozione prima del discorso finale del sindaco chiuso con le dimissioni. (c.l.)
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