L’orso affamato “sfratta” oltre 1.200 pecore

Continue incursioni dell’animale, i pastori del Sirente esasperati: «Costretti a prendere precauzioni»
CELANO. Pastori costretti a “traslocare” con oltre 1.200 pecore sotto la minaccia di un orso affamato. L’incursione dei giorni scorsi, che è costata cara a quattro pecore di un allevatore sul Sirente, non è stato un caso isolato. Il plantigrado, infatti, probabilmente attratto dalla presenza di un numero considerevole di ovini, è tornato per diversi giorni nell’area di montagna che ricade nel territorio di Celano per cercare di entrare negli stazzi. I pastori, nonostante fossero di guardia, non sono riusciti a proteggere tutto il gregge. Nella notte circa 30 pecore sono scappate, spaventate dall’orso, e l’indomani cinque sono state ritrovate morte a pochi metri dalle strutture. «Abbiamo deciso di andarcene perché non possiamo mettere a rischio tutto il gregge», ha precisato Carmine Contestabile, allevatore, «abbiamo portato giù dalla montagna 1.200 pecore e ora saremo costretti a dargli da mangiare due mesi prima del previsto perché negli stazzi non sarebbero state al sicuro. Purtroppo pensavamo che l’incursione dell’orso fosse sporadica e invece si è presentato più volte, addirittura anche di giorno. Così non si poteva più andare avanti, dovevamo fare qualcosa». Gli allevatori avevano calcolato di tenere per altri due mesi in montagna le pecore e poi di riportarle a valle quando le temperature sarebbero diventate più rigide. Le visite inaspettate dell’orso li hanno però spinti a rivedere i piani e a mettere in bilancio due mesi in più di foraggio. «Abbiamo chiesto aiuto al Parco perché così non possiamo andare avanti», ha concluso Contestabile, «ma non ci hanno dato alcuna risposta. Ci rivolgeremo ai carabinieri perché abbiamo già tanti problemi e non vogliamo che il nostro lavoro sia vanificato». (e.b.)
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