L’orto botanico a un’associazione
Decreto della Provincia per tornare a valorizzare l’area a ridosso di Collemaggio
L’AQUILA. L’orto botanico, di proprietà della Provincia, che si trova a ridosso della basilica di Collemaggio, sarà gestito – una volta terminati i lavori di ristrutturazione – da un’associazione del Terzo settore. Lo si evince da un decreto del presidente della Provincia, Angelo Caruso, col quale, raccogliendo anche le sollecitazioni di due consiglieri provinciali, Francesco De Santis, e Paolo Romano, si stanziano 30.000 euro «quale contributo per le spese iniziali a favore del soggetto che gestirà l’orto botanico per interventi finalizzati alla realizzazione di un progetto di valorizzazione» e si avviano «le procedure di evidenza pubblica per l’affidamento in concessione dell’orto botanico agli enti del terzo settore».
«L’orto botanico di proprietà della Provincia dell’Aquila» si leggeva in un decreto di qualche mese fa col quale si dava il via al progetto «ha una estensione territoriale complessiva di 66.520 metri quadrati ed è localizzato in una posizione strategica della città dell’Aquila, essendo a ridosso della basilica di Collemaggio, complesso di grande importanza architettonica, storica e religiosa, e pertanto assume un notevole rilievo dal punto di vista artistico e paesaggistico, rappresentando altresì una grande opportunità per la valorizzazione turistica dell’intera area».
Il luogo dove sorge l’orto botanico è l’antico orto dei frati Celestiniani che abitarono la soprastante Abbazia di Collemaggio. Nel 1965 la Provincia mise a disposizione della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’Università dell’Aquila una porzione dell’area per funzioni didattico-sperimentali. Nel 1999 l’Ente riprese la gestione occupandosi dell’intera area della collina. Nel 2004 all’orto botanico è stata annessa una ulteriore zona di circa 10.000 metri quadrati localizzata nella parte retrostante la basilica di Collemaggio e a confine col parco del Sole. Dal 2000 al 2015 la manutenzione era stata affidata a una cooperativa sociale. Ma da più cinque anni nessuno se ne era più occupato. Ora si sta correndo ai ripari. (g.p.)

