L’ospedale non si misura sul numero dei posti letto

9 Agosto 2016

L’AQUILA. Il medico Vincenzo Di Serafino interviene sulla polemica in atto in riferimento ai posti letto degli ospedali. «Un ospedale non si misura sui posti letto, bensì sulla capacità di dare...

L’AQUILA. Il medico Vincenzo Di Serafino interviene sulla polemica in atto in riferimento ai posti letto degli ospedali. «Un ospedale non si misura sui posti letto, bensì sulla capacità di dare prestazione di salute. Nella sanità del futuro le linee progettuali innovative di un moderno sistema assistenziale agiscono attraverso un complesso sistema di reti, di strutture e di professionisti , orientato ad assicurare la continuità dei servizi e a garantire percorsi assistenziali adeguati e appropriati . A tale sistema partecipa l’ospedale di nuova concezione, comprensivo e integrato ai servizi sanitari del territorio a esso interconnesso con la fruibilità sempre più crescente dei sistemi esperti. All’interno dell’ospedale di moderna progettazione andranno individuate due aree . La prima è quella per interventi rapidi e di grande complessità : è riservata a pazienti con forme acute , caratterizzata da numero di letti e da tempi di degenza sempre più contenuti e la relativa fruibilità di ampi spazi di pertinenza per la attivazione operativa delle innovative metodiche imposte dalle intensità di cura . La seconda è destinata all’assistenza in fase post acuzie e alla riabilitazione, per affrontare la cronicizzazione delle forme neoplastiche e in generale di tutte le forme cronico degenerative. Le strutture riferite a quest’ultima area che presentano una mission prevalente a predominio tipologico sociale , che fino a oggi impropriamente fanno base usufruendo dell’albergalità ospedaliera , verranno vicariate e sostituite dalla rete assistenziale dei servizi territoriali ,diminuendo così il carico ospedaliero e utilizzando , dove possibile , prevalentemente il domicilio del paziente, con l’ausilio della telemedicina lo screening , il follow-up , con il conseguente sollievo e riduzione del compito ospedaliero. In tale contesto l’ospedale sarà sempre più un luogo per acuti e dovrà essere visto come una risorsa da utilizzare solo ed esclusivamente quando è indispensabile, per il tempo strettamente necessario, e dovrà essere ideato e organizzato ponendo al centro il paziente con la sua esigenza di cura e i suoi bisogni assistenziali. Dovrà essere concepito rispettando i criteri della umanizzazione, cioè garantire privacy , confort, accoglienza, ascolto, orientamento, trasparenza, comunicazione e informazione. Dovrà garantire, infine, la lotta al dolore in tutte le sue forme ; il concetto storico di ospedale come luogo di dolore, sofferenza e morte dovrà essere trasformato in quello di ospedale aperto, ossia luogo di speranza, di lotta al dolore, di guarigione e cura. I posizionamenti delle realizzazioni delle strutture ospedaliere nella storia recente hanno seguito di pari passo i fenomeni della urbanizzazione; nella nostra regione ritardiamo a comprendere il costatare che l’incedere del flusso demografico c’è stato dall’entroterra verso la costa, e troppo spesso gli utenti vengono costretti a usufruire di strutture troppo sacrificate da viabilità e urbanizzazione insufficiente ».

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