L’Udc tuona, Lega avvisata Tensioni nel centrodestra

17 Giugno 2020

Il coordinatore provinciale Giolitto respinge la candidatura a sindaco di Genovesi: «Se questo è l’atteggiamento ognuno si sentirà libero di agire di conseguenza» 

AVEZZANO. Centristi in rivolta contro le fughe in avanti della Lega. Fughe che rischiano di far naufragare la coalizione di centrodestra per le elezioni comunali ad Avezzano (forse il 20 settembre). «Se la Lega dovesse perseverare in questo atteggiamento», avverte il coordinatore provinciale Udc, Carlo Giolitto, «allora ognuno si sentirà libero di agire di conseguenza».
L’ennesima prova di forza dello stato maggiore abruzzese leghista, a Palazzo di città, dove il coordinatore regionale, Luigi D’Eramo, con al fianco i quattro assessori regionali, i consiglieri, e l’onorevole Alberto Bagnai, ha rilanciato la candidatura a sindaco di Tiziano Genovesi, rischia di trasformarsi in un boomerang.
«Salvini si lamenta del premier Giuseppe Conte che non coinvolge tutti agli stati generali», aggiunge Giolitto, «mentre la Lega, ad Avezzano, come prima a Chieti per la designazione a sindaco di Fabrizio Di Stefano, adotta lo stesso metodo del premier. Ma come Conte, anche la Lega dovrà prima o poi scegliere la via del confronto se ritiene che la coalizione di centrodestra abbia un senso».
Niente fughe in avanti, quindi, nel solco della teoria del piatto patto. Per i centristi è immangiabile. Partito che ad Avezzano, alle passate comunali, ha ottenuto ha ottenuto 2.299 preferenze, pari al 9,44%.
«In quest’ottica», riprende Giolitto, «sarebbe opportuno che tutti i partiti e i gruppi e movimenti di area centrodestra, in particolare l’Udc, che nelle diverse competizioni elettorali ha sempre consentito alla coalizione di vincere, di avere un giusto ristoro. E visto che l’Unione di centro a Chieti, senza battere ciglio, ha subito dichiarato di voler sostenere il candidato della Lega, Di Stefano per l’appunto, ci saremmo aspettati un comportamento più consono ad Avezzano».
Lo schema, invece, è rimasto sempre lo stesso di Chieti dove l’investitura dell’ex senatore azzurro ha spaccato la coalizione di centrodestra. Ora, con queste premesse, si profila il bis. «Se la Lega non modifica l’atteggiamento», sottolinea Giolitto, «anche gli amici di Chieti dovranno rivedere la loro posizione. Se è vero, come è vero, che nei quattro capoluoghi di provincia e a Montesilvano, città di primo livello, tutti i candidati a sindaco sono stati assegnati a Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ora, in una logica di coalizione, l’Udc si aspetta che il partito di Salvini riveda l’atteggiamento per consentire a tutti i partiti e i gruppi civici di individuare una candidatura condivisa che abbia come presupposto un minimo di capacità politico amministrativa com’è stato sollecitato più volte».
Seppur senza citarlo, quindi, Giolitto considera «inadeguata» la figura del segretario provinciale della Lega, Tiziano Genovesi, «a digiuno di esperienza amministrativa», per guidare Avezzano, soprattutto in una fase così delicata, con gli effetti del coronavirus tutt’altro che esauriti.
Contro il metodo leghista ha tuonato pure il coordinatore di Forza Italia.
«I partiti e le liste civiche che si stanno attivando per le prossime elezioni», sottolinea Aureliano Giffi, «rappresentano la collettività, al di là dei punti percentuali di gradimento e una simile imposizione non solo non rispetta i cittadini ma trasforma le amministrative in una gara di convenienze che nulla ha a che fare col bene della città».
Fd’I, invece, resta in religioso silenzio, quasi a conferma del patto non scritto tra Salvini e il presidente Marco Marsilio: la Regione ai meloniani, Avezzano e Chieti ai salviniani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA