L’Udu: «L’Università ha dimenticato il diritto allo studio degli alunni disabili»

16 Ottobre 2017

«L’Università nega i diritti agli studenti disabili». La denuncia arriva dall’Unione degli universitari (Udu) e dal presidente dell’associazione “Carrozzine determinate”, Claudio Ferrante, che...

«L’Università nega i diritti agli studenti disabili». La denuncia arriva dall’Unione degli universitari (Udu) e dal presidente dell’associazione “Carrozzine determinate”, Claudio Ferrante, che spiegano: «Sono stati cancellati, con la scusa di difficoltà nello stipulare una convenzione, sia i servizi di tutoraggio didattico sia quelli di trasporto e assistenza. Tutto questo si prefigura nella violazione dei diritti umani, anche perché non vengono garantite le pari opportunità, una vera e propria discriminazione, diritto riconosciuto anche dalla Costituzione». Le due associazioni hanno notizia di ragazzi che non hanno potuto prendere parte all’attività didattica per la mancanza del servizio di trasporto che garantiva la loro presenza alle lezioni. «Nonostante la richiesta formulata dal Consiglio studentesco», spiegano, «tutto tace, e intanto chi ci rimette sono ancora una volta gli studenti. Come associazioni che difendono le persone con disabilità chiediamo che si metta fine a questa ingiustizia e che si proceda nel minor tempo possibile alla stipula di convenzioni con enti, cooperative e personale qualificato per affiancare gli studenti nel percorso universitario; le soluzioni provvisorie o tampone che l’Ateneo ha erogato in questi ultimi due anni sono state inefficaci e in alcune situazioni hanno costretto altri enti, come l’Adsu, a sopperire alle sue stesse mancanze». Gli stessi tutor studenti sarebbero, secondo l’Udu e le Carrozzine determinate, «inadeguati al supporto di patologie gravi. «L’Ateneo», continuano, rivolgendosi alla rettrice inverardi (nella foto) «ha mascherato la propria inefficienza dietro questi studenti che, sebbene dotati di voglia di aiutare, non hanno la formazione necessaria per affiancare colleghi con le disabilità più disparate». (m.c.)