L’Ugl : «Turni massacranti in ospedale»
Vespa e Tempesta al manager Asl: rivedere la pianta organica e assunzioni per migliorare i servizi
L’AQUILA. Turni di servizio massacranti, saltano i riposi, operatori costretti a lavorare in più reparti contemporaneamente. Una situazione esplosiva, quella descritta dall’Ugl in merito alle «gravissime carenze di personale nelle unità operative dell'As». Una condizione cronica, per gli ospedali dell’azienda sanitaria Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che peggiora in concomitanza delle ferie estive: «Mancano infermieri, ausiliari, operatori socio sanitari e tecnici. In molti casi», affermano Giuliana Vespa e Simone Tempesta della segreteria regionale dell’Ugl Sanità, «il personale è costretto a rinunciare al riposo settimanale, arrivando a lavorare per 10 giorni consecutivamente. Non solo: gli ausiliari e gli operatori socio sanitari sono costretti a lavorare in più reparti contemporaneamente. Tutti, con spirito di abnegazione e sacrificio, si prodigano per garantire agli utenti servizi con standard qualitativi alti, ma la cronica carenza di personale, sta logorando la tenuta psicofisica dei dipendenti. Le condizioni lavorative a cui sono sottoposti, potrebbero generare dei disguidi che, oltre a rallentare il normale svolgimento delle attività, degraderebbero la qualità dell’assistenza erogata». Il sindacato sottolinea che «il costante e ordinario ricorso al personale a tempo determinato, impiegato per fronteggiare le carenze di organico crea notevole disagio, in quanto i lavoratori vengono sostituiti con turn-over eccessivamente stretto che fa perdere, ogni volta che l’addetto a tempo determinato viene sostituito, la professionalità acquisita in quell’arco di tempo». Emblematico il caso dell’ospedale del capoluogo di regione: «Nelle chirurgie del San Salvatore, dove il personale già effettua le doppie notti e rinuncia al riposo», aggiungono Vespa e Tempesta, «la situazione è destinata a peggiorare. Infatti, per permettere la fruizione del congedo ordinario durante il periodo estivo, si è deciso di chiudere alternativamente due unità operative complesse, sovraccaricando di lavoro il personale che resta in servizio proprio nel periodo in cui la popolazione aumenta per l’arrivo dei turisti. Nel reparto di otorino, per garantire i servizi essenziali, vengono utilizzati gli infermieri dell’ambulatorio. Inutile ricorrere al triste esempio della coperta troppo corta». Per risollevare la qualità del servizio offerto, per l'Ugl,«sarebbe auspicabile una seria politica sul personale, rivalutare la dotazione organica e incrementare il numero degli operatori a tempo indeterminato. Il manager deve dare una svolta, effettuare una revisione della pianta organica, per individuare le aree di criticità. Occorre accertare se all’interno dell’Asl esistono operatori sanitari, che nel corso del tempo sono stati impiegati in mansioni amministrative e ricondurli a svolgere il lavoro per il quale sono stati assunti. Occorre avere il coraggio di intraprendere un percorso in controtendenza e iniziare ad assumere personale a tempo indeterminato, se si vuol cercare di mettere un freno all’inesorabile cammino di degrado che ormai da tempo è stato intrapreso. L’aspetto più preoccupante di questa vicenda» conclude l'Ugl, «è che l’amministrazione della Asl sta mettendo al primo posto il rispetto dei parametri imposti dai governi nazionale e regionale e non la soddisfazione della domanda di salute» .
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