L’ultimo applauso degli amici a Francesca

Cerimonia ristretta e commozione per la 34enne che ha perso la vita nello schianto contro l’autocisterna sulla statale 17
L’AQUILA. «Sei la persona di cui il mondo ha bisogno». Nelle parole di Laura Ammannito c’è tutto l’amore nei confronti della sorella Francesca, la 34enne morta in un incidente a Sassa Scalo. «Non avrei mai pensato di trovarmi qui, proprio con te, che non hai mai saputo dire di no», racconta Laura dal pulpito della chiesa di Santa Giusta a Sassa, al termine della mesta cerimonia con cui la comunità ha dato l’addio alla giovane laureata in biotecnologie mediche, morta mentre tornava a casa dopo un turno di lavoro. Una cerimonia per pochi, causa Covid. Solo 60 persone hanno potuto prendere posto in chiesa, e chi è rimasto fuori ha rispettato il distanziamento. E lo stesso parroco, don Juan de Dios Vanegas Gallego ha richiamato i partecipanti al rispetto delle norme, chiedendo non solo il distanziamento, ma anche di evitare gli abbracci. «La famiglia vi ringrazia comunque per la vicinanza», ha detto il parroco. E poi, parlando di Francesca, finisce per citare Socrate. «Nessuno sa se per l’uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni», ha detto. «Nonostante il dolore, sorridi, pratica l’arte della felicità. Fai la differenza nel mondo in cui vivi, sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo». Il feretro è stato salutato da un applauso. Francesca è morta nello schianto della sua Golf contro un’autocisterna. La sua morte, e quella del 24enne Danilo Tresca, avvenuta 48 ore prima, e a soli 3 km di distanza, hanno riaperto le polemiche sulla pericolosità della strada. (r.p.)

