L’ultimo applauso saluta Lillino calciatore e politico di lungo corso

Tanti amici, colleghi di partito e amministratori comunali a Paterno per l’addio a Laurenzi Il ricordo di Palmieri: «Un uomo generoso, un professionista capace, uno sportivo sempre leale»
AVEZZANO. Tanti amici, parenti e colleghi di partito a Paterno per l'ultimo saluto a Francesco Laurenzi, detto Lillino. L’ex consigliere e assessore provinciale e comunale, commercialista e bandiera dell’Avezzano calcio, è morto all’età di 77 anni dopo una breve malattia contro la quale neanche la sua grinta è riuscita ad avere la meglio.
Una morte inaspettata per quanti, soprattutto nel mondo politico e professionale, vedevano in lui un punto di riferimento con il quale consigliarsi e confrontarsi. Ad accoglierlo nella piazza antistante la chiesa di San Sebastiano Martire a Paterno, frazione di Avezzano dove era nato e dove aveva sempre vissuto insieme alla moglie Grazia Rosati, e ai figli Gianfranco, Paolo e Roberto, gli amici di sempre, con i quali aveva un rapporto profondo, e molti esponenti politici del territorio. Il feretro coperto da un cuscino di fiori rossi e bianchi è entrato nella chiesa già piena con il parroco don Patrizio Ciccone, e il suo predecessore, don Gabriele Guerra, ad attenderlo.
Entrambi hanno ricordato il suo profondo legame con la comunità di Paterno e il suo impegno costante per il prossimo. Nella chiesa, a causa delle restrizioni imposte dalle norme antiCovid non sono potuti entrare in molti. Ma quando il feretro è uscito fuori tutti i presenti lo hanno accolto con un lungo applauso. C’erano il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, il vice Domenico Di Berardino, il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ridolfi, l’assessore Pierluigi Di Stefano e i consiglieri Lucio Mercogliano e Alfredo Mascigrande.
E poi Nazzareno Di Matteo, che con lui aveva fatto un pezzo di strada insieme in consiglio comunale, uno in maggioranza e l’altro in opposizione, Giacomo Di Domenico e alcuni ex calciatori dell’Avezzano come Manlio Orlandi.
«Non ce l’ha fatta a sconfiggere un male che non perdona», ha ricordato Eliseo Palmieri, «negli anni ’90 ha fatto parte delle amministrazioni comunali capeggiate da Mario Spallone e Antonio Floris, distinguendosi per la sua vivacità dialettica e per la sua correttezza nel gestire la cosa pubblica, prima come consigliere di opposizione e poi come assessore. Se n’è andato in punta di piedi, lasciando nello sconforto i suoi cari e tutti coloro che lo hanno conosciuto e apprezzato come professionista capace e preparato. Laurenzi in gioventù era stato anche un bravo difensore dell’Avezzano calcio, quando la squadra militava nella serie D e nell’Eccellenza, negli anni Sessanta e Settanta. Aveva giocato a fianco di calciatori del calibro di Bepi Appolloni, Peppino Di Fabio, Giovanni Santucci, Giovanni Colucci, Angelo Trozzi, Michelino De Foglio, Sergio Berardi e Manlio Orlandi. Ricopriva il ruolo di “libero”, quando si giocava “a uomo” e non “a zona”.
«Lo ricorderemo sempre come uomo legato alla famiglia», ha concluso Palmieri, «generoso con gli amici, corretto e leale come sportivo, professionista capace e preparato, nonché come amministratore comunale obiettivo ed oculato».
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