L’ultimo post su Fb di Andrea per il compleanno del papà

17 Luglio 2020

AVEZZANO. Un giorno di festa finito in tragedia.La tragica morte del giovane centauro Andrea Tabacco è coincisa con il giorno del compleanno del padre, Raffaele, che proprio ieri festeggiava 53 anni....

AVEZZANO. Un giorno di festa finito in tragedia.
La tragica morte del giovane centauro Andrea Tabacco è coincisa con il giorno del compleanno del padre, Raffaele, che proprio ieri festeggiava 53 anni. Una giornata iniziata nel migliore dei modi, coronata da un dolce messaggio di Andrea: “Sei tornato bambino”, aveva scritto di primo mattino sulla sua bacheca Facebook al padre, «solo per poter essere il mio compagno di giochi. Sei stato il mio migliore amico nei momenti bui e da sempre mi proteggi. Ti devo tanto, ma partirò con un enorme grazie. Tanti auguri di buon compleanno papà Raffaele Tabacco». Chissà, forse il 27 enne sognava di partire, ma non certamente per l’ultimo viaggio. Poche ore dopo, infatti, in quel maledetto rettilineo che conduce verso l’area del nucleo industriale, dove lavorava da oltre dieci anni, insieme alla madre Cesira Vulpiani e alla sorella Valentina, alla Ital Sav dell’imprenditore del settore mense Berto Savina (l’azienda danneggiata dall’incendio del Centro riciclo Casinelli), Tabacco ha incontrato la morte. Per una tragica coincidenza, alla guida della Corvette c’era Gianluca Savina, il figlio dell’imprenditore che stava tornando verso l’azienda dopo aver consegnato i video ai carabinieri che stanno cercando di fare luce sulla natura dell’incendio. Unanime il pensiero degli amici e conoscenti, rimasti senza parole per una tragedia che in pochi secondi ha spazzato via la vita di un giovane lavoratore, grande appassionato di moto, molto legato alla famiglia e con il sorriso sempre pronto. La notizia, che ha fatto immediatamente il giro della città e del quartiere Pucetta, dove il 27enne viveva con la sua famiglia, il padre Raffaele, la mamma Cesira e la sorella Valentina, ha scioccato l’intera comunità. Gli amici sconvolti si aggiravano nell’area del tragico schianto con il volto segnato dal dolore, per una morte inaccettabile. (m.s.)
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