L’ultimo saluto a Laura tra canti e palloncini

7 Marzo 2023

Ieri a Lanciano il funerale dell’avvocato di Avezzano. I colleghi marsicani: «Lasci un vuoto enorme»

LANCIANO . «Perdiamo una collega seria e preparata, valorosa e determinata, ma anche una donna buona, solare e positiva». Hanno percorso 150 chilometri gli avvocati del foro di Avezzano per non mancare all'ultimo saluto alla collega e amica Laura Mancini, morta nell'ospedale di Lanciano la notte tra venerdì e sabato scorsi ad appena 43 anni dopo aver accusato un malore. Sono in tanti ad affollare la chiesa di Maria Santissima delle Grazie, in contrada Marcianese, dove Laura aveva iniziato la sua vita lancianese insieme al marito Fabrizio Almonte. Un matrimonio coronato sei anni fa dalla nascita di Giuseppe. Ci sono i compagni di scuola, accompagnati da mamme e papà. Laura era rappresentante di classe e anche catechista in parrocchia. I bambini hanno disegnato stelle, angeli e arcobaleni sorretti da cuori, messaggi semplici per dare il loro saluto alla giovane mamma. «La morte improvvisa di una giovane donna, sposa, madre, professionista, ci colpisce e ci fa ricordare una volta di più che i progetti della nostra vita sono scritti con la matita», dice il vescovo Emidio Cipollone, «Laura stava per iniziare un lavoro, aveva appena avviato alla vita suo figlio, accompagnava suo marito e improvvisamente tutto questo crolla. Nessun errore, solo la fragilità di noi creature. Di fronte a questi eventi non si hanno parole. Oggi non varrebbero tutte le parole che voi avvocati siete in grado di spendere anche nelle cause più difficili che vi vengono affidate. Oggi facciamo parlare la parola del Signore, Laura sarà un “navigatore” vicino a Lui, lo aiuterà ad indicarci la strada».
Una professionista valente ma umile, una donna pacata ma anche solare e positiva: questa era Laura Mancini. «Vedevi sempre il bicchiere mezzo pieno, trovavi una soluzione a tutto, avevi sempre una mano tesa, un sorriso», la ricorda l'amica Antonella Bomba, «le persone come te si contano sulle dita di una mano. Mi mancherai, troppo». Ai piedi dell'altare, attorno al feretro sul quale è poggiata la toga di ordinanza, ci sono i colleghi del foro di Avezzano, al quale l'avvocatessa era iscritta dal maggio 2008. Stanno in piedi, con indosso le toghe in segno di rispetto e vicinanza. «Sono venuti a salutarti un'ultima volta anche i tuoi colleghi amici di Avezzano», dice il presidente dell'Ordine, Roberto Di Pietro, «siamo una piccola comunità, quando succede qualcosa di brutto a qualcuno è come se succedesse a un parente stretto. A maggior ragione quando ci lascia una giovane collega, una professionista seria, preparata, pacata, valorosa, determinata, così come deve essere una brava avvocatessa. Laura era anche un mediatore professionista, fusione che ben si sposava col suo carattere pacato, calmo, ma pieno di vitalità. Ricordiamo il suo sorriso, il suo volto solare. Lasci un vuoto incolmabile in tutti noi».
Fuori dalla chiesa ad aspettare il feretro ci sono canti e palloncini bianchi che ad uno ad uno salgono in cielo. Un lungo applauso accompagna Laura nel suo ultimo viaggio. (s.so.)