L’università entra a scuola a supporto degli studenti

11 Febbraio 2016

L’AQUILA. «L’abbandono dopo il primo anno di università è un fenomeno che interessa tutta l’Europa, ma che in Italia è drammatico». La professoressa Anna Tozzi dell’Università degli studi dell’Aquila,...

L’AQUILA. «L’abbandono dopo il primo anno di università è un fenomeno che interessa tutta l’Europa, ma che in Italia è drammatico». La professoressa Anna Tozzi dell’Università degli studi dell’Aquila, presentando la collaborazione avviata dall’università, con l’Istituto di istruzione superiore “Amedeo d’Aosta” dell’Aquila, ha spiegato come «gli studenti di oggi risentono della precarietà che investe il mondo degli adulti e anche quello dei giovani e che facilmente possono trovarsi disorientati».

Ed è proprio contro l’abbandono degli studi, magari perché non si è saputo scegliere nei tempi giusti un corso più che un altro o perché non ci si è voluti mettere in gioco per un test d’ingresso, che si basa la nuova collaborazione tra l’istituto diretto dalla preside Maria Chiara Marola e l’università coordinata dalla rettrice Paola Inverardi.

Ieri mattina il progetto è stato presentato nelle sale del Rettorato. La rettrice è stata rappresentata dalla professoressa Tozzi. Presenti anche la professoressa Fabrizia Aquilio, docente di discipline giuridiche ed economiche, al “d’Aosta”, il professore Giulio Antonini, referente di Ateneo per l’orientamento e il professore Fabio Ciaponi, in rappresentanza del corso di laurea in Economia.

L’accordo prevede una serie di iniziative congiunte rivolte alla realizzazione di un sistema integrato tra scuola e università, in grado di facilitare l'orientamento e il passaggio degli studenti dalla fase di istruzione scolastica al sistema universitario.

In particolare, si prevedono azioni per il potenziamento della didattica e la creazione di percorsi di continuità tra scuola e università, progetti di orientamento attivo per accrescere la consapevolezza delle scelte del percorso di studi universitari, la partecipazione a simulazioni e test di ingresso per valutare il grado di complessità e la preparazione individuale di ciascuno studente e, ove necessario sopperire con attività integrative, la partecipazione a lezioni universitarie, oltre ad attività formative con certificazioni e crediti spendibili, ove possibile, a valere sulla carriera universitaria.

L’accordo, infine, prevede anche iniziative di alternanza scuola-lavoro. «Sono sempre stata convinta che i grandi risultati si ottengano facendo piccoli passi», ha concluso la professoressa Tozzi. «Questa collaborazione è un piccolo passo, a favore degli studenti». (m.t.)

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