L’Università in cerca di 40 milioni per l’ex ospedale San Salvatore

13 Luglio 2017

Presentato lo studio progettuale per il recupero dell’area. Previste aule per la didattica, uffici, mensa, biblioteca unica e anche un auditorium ipogeo. I soldi dovrebbero arrivare dal Cipe

L’AQUILA. L’Università dell’Aquila ha presentato il progetto per il recupero dell’ala vecchia dell’ex ospedale San Salvatore, accanto al complesso monumentale di San Basilio e all’ala nuova già sede del polo umanistico dell’ateneo.
Aule per la didattica, uffici, ma non solo: una mensa-bar, una biblioteca unica (provinciale, universitaria e archivio di Stato) aperta 24 ore al giorno, uno studentato da 100 posti, un auditorium ipogeo (sotterraneo) con una capienza di circa 700 persone. E una nuova piazza verde, che affaccia sulle mura antiche della città. Sono i punti salienti del progetto presentato, ieri mattina, in una conferenza stampa dalla rettrice, Paola Inverardi, dal direttore generale di ateneo, Pietro Di Benedetto, dal sindaco Pierluigi Biondi e dal responsabile scientifico dello studio di fattibilità, Pierluigi De Berardinis, che si è occupato del lavoro insieme a un gruppo di cui ha fatto parte l'architetto Carla Bartolomucci, del Cnr, e diverse dottorande di ricerca, in collaborazione con la Soprintendenza.
Quando il progetto diventerà realtà? Attualmente è impossibile prevederlo: «Se oggi fosse finanziato ci vorrebbero quattro anni», ha detto la rettrice. In totale l'impegno di spesa ammonterebbe a circa 40 milioni di euro. La proposta si inserisce in un'ipotesi d'intervento più ampio, frutto dell'approvazione da parte del Comune, nel 2003, di un programma di riqualificazione urbana in variante al Prg. «L'accordo prevedeva che, terminato il recupero dell'ala che oggi ospita il dipartimento di Scienze Umane, il Cipe avrebbe finanziato l'acquisto dell'ala vecchia», ha spiegato la Inverardi. Intanto, già c'è un accordo con l'Azienda diritto agli studi universitari per l'apertura nel complesso della casa dello studente e «sono state avviate le trattative con la Regione e l'Archivio di Stato» per la biblioteca unica, come spiega la rettrice.
STRATEGIE. Numerose le difficoltà a cui hanno dovuto trovare una soluzione i progettisti. In primis, per ovviare all'assenza di spazi di aggregazione all'interno dell'area e al rischio di perdere la memoria storica del luogo, è stato deciso di progettare un parco urbano in continuità con gli spazi aperti di pertinenza del complesso edilizio, di valorizzare le preesistenze storiche e di creare spazi educativi per la memoria dei luoghi-simbolo del contesto di intervento. Il sito, inoltre, verrà connesso con le aree pubbliche adiacenti e saranno progettati spazi inclusivi: una piazza, coperture fruibili, un affaccio sulle mura.
INDIRIZZI PROGETTUALI. I progettisti pensano, in particolare, che sia possibile una rilettura del tracciato delle mura attraverso la conservazione delle tracce residue e l'integrazione delle lacune con la riqualificazione del fronte posteriore sulle mura. Si intende anche riqualificare il fronte dell'ex convento di Sant'Agnese.
LE SUPERFICI. Per la biblioteca provinciale e l'archivio di Stato sono previsti 4.560 metri quadrati, 4900, invece, per le residenze universitarie e i servizi annessi sulla base di un calcolo di circa 100 utenti. Ben 3.560 metri quadrati, invece, sarebbero dedicati alla didattica e agli uffici per un'utenza di circa 300 studenti. La biblioteca universitaria avrebbe a disposizione oltre 2.000 metri quadrati e potrebbe contenere 300 studenti, 935 metri quadrati sarebbero destinati a mensa e bar e 1746 metri quadrati a un auditorium-sala conferenze con 690 posti a sedere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA